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Monday, July 17, 2006

Prodi il pacificatore (dei miei stivali)

Coraggiosa presa di posizione di Giuliano Amato sul Corriere che ricorda al governo di cui fa parte chi sono gli aggressori e chi sono gli aggrediti, e bacchetta i «troppi distinguo su Israele». Chissá cosa ne pensa il presidente della camera o i comunisti italiani.
Coraggiosa presa di posizione di Marco Pannella sul Foglio che, oltre a rendersela con un´Europa sempre piú inutile nel gestire il proprio cortile di casa, deplora la politica due-popoli-due-stati» definendola «un errore dai costi inimmaginati». Chissá cosa ne pensa il presidente della camera o i comunisti italiani.
Diversamente da quanto ha scritto sempre ieri il Corriere, Prodi "il pacificatore", come con scarso senso del ridicolo si é egli stesso definito, non fará valere sul tavolo negoziale la sua "amicizia con Israele, costruita negli anni a Bruxelles", ma piuttosto la solita vecchia politica filo-araba andreottiana, mai finita veramente in soffitta (fa eccezione Berlusconi). Quella di proporsi come interlocutore privilegiato con l´Iran (la longa manus che impedisce che «Hezbollah la finisca con questa merda»), come viene brillantemente notato qui, é una mossa astuta, ma ha esiti potenzialmente devastanti. Dimenticano i gemelli che gli interessi dell´Iran degli ajatollah, sui quali Prodi vorrebbe trattare, coincidono con quelli di parte della sua maggioranza: Incendiare l´Iraq il piú possibile, abolire Israele, mangiarsi la regione per poi dimenticarsi dei palestinesi, divenuti inutili. Non vorrei che fra due mesi, invece che delle sanzioni contro la Siria non ci si trovasse a trattare sulle modalitá di evacuazione di Israele.

P.S.
Stasera fiaccolata pro Israele a Roma,
organizzata dal solito Giuliano Ferrara. Io ci potró essere solo idealmente. Portate le bandiere di TocqueVille!

P.P.S.
Prodi conta cosí tanto nella "sua" Europa che nella foto di gruppo del G8 non compare. Aggiornamento: mistero risolto, era "al telefono" (ma qualcuno ci crede?)