...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Thursday, July 13, 2006

I rapporti tra politica e pensiero, alla ricerca dei veri "confini" della città

Ho partecipato poco niente al dibattito, non mi sono ancora fatto il mazzo aggregando, e ci sarebbero gli estremi per il divorzio, tanto ho trascurato il mio blog. Tuttavia, come un Marco Civoli qualunque, proprio non ce la faccio a dire la mia!

TocqueVille nasce con lo scopo di creare qualcosa di nuovo, partendo da posizioni ben più progredite, per idee e per mezzi, di quelle della elefantiaca, gerontocratica e antiquata situazione politica italiana.
Quando abbiamo aderito a questo progetto le idee che avevamo (abbiamo) in comune erano sottorappresentate, se non a rischio di estinzione: attaccate dall’egemonia culturale post(<-??) comunista e non adeguatamente concretizzate, quando non frustrate, dalla coalizione che a questa egemonia, con alterne fortune, si contrappone: la Cdl.
Do per scontato, ovviamente, che queste idee in comune siano meglio rappresentate dal centrodestra: tuttavia, non sono né rappresentate adeguatamente, né tantomeno coincidenti. La politica, d’altronde, risponde ad esigenze diverse rispetto alla creazione di pensiero: tutt’al più è mediazione, ma non fusionismo né creazione.
La dimostrazione di questo sta racchiusa nel dilemma dei confini della “città”: va bene riferirsi alla destra, ma quale destra? chi è liberale oggi in Italia? Nella Cdl ci stanno sia Antonio Martino che Gianni Alemanno. Blair, laburista, si è dimostrato molto più liberale di Berlusconi. E’ chiaro, a questo punto, che la questione dell’identità non può e non deve esaurirsi all’interno degli schieramenti politici italiani.
Tv nasce in Italia, è destinata a produrre gran parte dei suoi effetti (chissà!) all’interno della penisola, ma le sue radici pescano in gran parte oltremanica e oltreoceano, nelle patrie della libertà, dell’individualismo, del liberalismo. Oltretutto, non abitiamo tutti in Italia, non siamo tutti italiani, né scriviamo tutti in italiano: esclusi i post sul calcio, le nostre idee non si identificano con gli stati: perché pertanto dovrebbero identificarsi con la loro classe politica?
Il problema identitario nasce tuttavia solo qualora si decida che una di queste identità debba essere preponderante rispetto alle altre: dal dialogo si passa alla discriminazione, e a quel punto è chiaro che chi rimane sotto o sta zitto o è costretto ad andarsene per incompatibilità sopravvenuta.
Faccio un esempio: personalmente, pur trovandomi spesso in disaccordo sulle sue applicazioni “pratiche”, nutro sia rispetto che ammirazione per la cultura/morale cattolica; quando però viene usata da qualcuno come pretesto per discriminare chi la pensa diversamente, allora non mi va più bene. Stesso discorso si può fare per il laicismo: quando diventa anticlericalismo, non è più accettabile.

In sintesi di questa riflessione, la famosa "grande destra", se si va a vedere bene, in Italia è piuttosto striminzita. E chi, fatto salvo il diritto di critica, scade nell'offesa verso chi non la pensa come lui, tutt'al più merita una testata.