...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Saturday, July 29, 2006

Se fossi ebreo non andrei a vivere vicino alla sede del Prc

«Qualcuno dovrebbe spiegare alla Rice che Hezbollah non è una organizzazione terroristica. E’ un movimento di resistenza che non ha intenzione di rinunciare alle armi fino quando si sentirà minacciata da Israele»

Questa e un´altra infinitaserie di sciocchezze e falsitá é quanto ha scritto qualche pazzoide su Liberazione, il porto in cui si ritrovano quelli preoccupati della sorte dei terroristi invece che degli israeliani democratici.

Thursday, July 27, 2006

Siamo alla follia

Sinisa Mihajlovic, vice ct dell´Inter, commenta cosí lo scandalo calcio e lo scudetto assegnato all´Inter da un ex consigliere di amministrazione dell´Inter: «Ora riesco anche a a spiegarmi come mai negli ultimi tre anni l'Inter non sia mai riuscita a vincere qualche cosa di veramente importante».

P.S.: Si ricorda a Mihajlovic che l´Inter non vince uno scudetto non da tre anni, ma dalla stagione 1988/89. Si ricorda altresí, se ce ne fosse bisogno, il 6-0 incassato contro il Milan nel 2001.

Tuesday, July 18, 2006

Chi é intrallazzato con le banche mi capisce

Spero che questa cosa di Tocqueville 2 non diventi come Basilea 2.

Monday, July 17, 2006

Prodi il pacificatore (dei miei stivali)

Coraggiosa presa di posizione di Giuliano Amato sul Corriere che ricorda al governo di cui fa parte chi sono gli aggressori e chi sono gli aggrediti, e bacchetta i «troppi distinguo su Israele». Chissá cosa ne pensa il presidente della camera o i comunisti italiani.
Coraggiosa presa di posizione di Marco Pannella sul Foglio che, oltre a rendersela con un´Europa sempre piú inutile nel gestire il proprio cortile di casa, deplora la politica due-popoli-due-stati» definendola «un errore dai costi inimmaginati». Chissá cosa ne pensa il presidente della camera o i comunisti italiani.
Diversamente da quanto ha scritto sempre ieri il Corriere, Prodi "il pacificatore", come con scarso senso del ridicolo si é egli stesso definito, non fará valere sul tavolo negoziale la sua "amicizia con Israele, costruita negli anni a Bruxelles", ma piuttosto la solita vecchia politica filo-araba andreottiana, mai finita veramente in soffitta (fa eccezione Berlusconi). Quella di proporsi come interlocutore privilegiato con l´Iran (la longa manus che impedisce che «Hezbollah la finisca con questa merda»), come viene brillantemente notato qui, é una mossa astuta, ma ha esiti potenzialmente devastanti. Dimenticano i gemelli che gli interessi dell´Iran degli ajatollah, sui quali Prodi vorrebbe trattare, coincidono con quelli di parte della sua maggioranza: Incendiare l´Iraq il piú possibile, abolire Israele, mangiarsi la regione per poi dimenticarsi dei palestinesi, divenuti inutili. Non vorrei che fra due mesi, invece che delle sanzioni contro la Siria non ci si trovasse a trattare sulle modalitá di evacuazione di Israele.

P.S.
Stasera fiaccolata pro Israele a Roma,
organizzata dal solito Giuliano Ferrara. Io ci potró essere solo idealmente. Portate le bandiere di TocqueVille!

P.P.S.
Prodi conta cosí tanto nella "sua" Europa che nella foto di gruppo del G8 non compare. Aggiornamento: mistero risolto, era "al telefono" (ma qualcuno ci crede?)

Dio esiste. É Eric Clapton


Ieri sono stato al concerto di Eric Clapton alla Wiener Stadthalle, appuntamento che ho pazientemente atteso per piú di sei mesi. Slowhand é arrivato dopo un´ora e mezza, dopo essersi fatto introdurre ottimamente dal supporter Robert Cray (siete appassionati di blues? Procuratevi al piú presto un album).
Dopo numerose birre finalmente la luce si é spenta, lasciando spazio allo show. Non mi ricordo bene che cosa mi aspettassi all´inizio, né ha in fondo alcun senso, di fronte a ció che é stato. Due ore di passione, piacere e musica sopraffina. Eric non é quasi mai andato oltre il primo ritornello dei suoi pezzi, lasciando spazio ai suoi incredibili assoli e a quelli della sua band di virtuosi. Eric non solo non é invecchiato affatto rispetto ai tempi di Cocaine, é addirittura diventato meglio. I suoi pezzi piú famosi c´erano tutti: Pretending, Old love, Tears in heaven, Running on faith. Non ho parole per descrivere la sua performance. Piú che a un concerto sembrava di assistere all´esecuzione di un´opera d´arte. Eric aveva di fronte un pubblico davvero schifoso, composto in larga parte di ciccioni cinquantenni che pensavano di essere a teatro - da vergognarsi. Non importa, il verbo é stato colto comunque. Il live migliore che abbia mai visto, e di gran lunga il pubblico peggiore. In Italia Eric é giá stato, ora il tour si sposta nel nord Europa, per poi concludere in bellezza negli Stati Uniti questo autunno. Se in qualche modo ne avete la possibilitá, tre parole: Procuratevi. I. Biglietti.

P.S.
Il mio vicino di posto era un groupie di Israele. Non ho mai visto nessuno di cosí sinceramente contento di aver avuto un biglietto, anche se era la sesta data a cui assisteva. Riuscito a raggiungere la prima fila, ha cercato di avere dalla security un plettro della band per ricordo. Il quale gli é stato negato, credeteci o no, in quanto Israeliano.

Saturday, July 15, 2006

Mandolino + Mozart

Brainwash si trasferisce baracca e burattini a Vienna per tre settimane. Non trattandosi tecnicamente di villeggiatura, aspettatevi comunque un bel po' di post. Per chi parte, per chi resta, buona estate!

Friday, July 14, 2006

Sono comunisti e incoerenti. Ma odio ripetermi.


I comunisti in Italia sono fantastici: manifestazioni, cori, sfottò, con il nobile scopo di togliere i nostri soldati da dovunque non ce li abbia mandati D'Alema: via dall'Iraq, via dall'Afghanistan, via le frecce tricolori che mi alzano il pm10 e non posso più usare il mio Suv la domenica per andare a bere il té coi compagni. Poi ieri l'altro capita che i soliti terroristi di Hezbollah, quelli coccolati dal Libano e viziati da Siria e Iran con splendidi razzi Katiusha (nella foto) e altre divertenti armi da usare contro i civili israeliani, la facciano un po' grossa: attaccano una postazione israeliana, uccidendo otto soldati e rapendone due. Israele, giustamente, risponde a quella che secondo le norme internazionali è atto di guerra contro una nazione sovrana. Si apre quindi un nuovo fronte, dopo quello a Gaza, dove l'esercito israeliano aveva fatto il suo ingresso una settimana fa in seguito ad un altro rapimento.
A questo punto tu ti aspetti che l'Onu, che è piagnucoloso il giorno dell'anniversario dell'olocausto e antisemita il resto dell'anno, condanni la risposta israeliana: e infatti, la condanna.
Ti aspetti inoltre che il Vaticano, sull'onda di quell'amore per la pace che sarebbe lodevole, se solo non fosse cieco e sordo di fronte a qualunque presupposto oggettivo, condanni la risposta israeliana. E infatti, la condanna.
Ti aspetti che i paesi arabi circostanti, sempre solidali a telecamere accese con il povero popolo palestinese oppresso e occupato, salvo poi chiudere le frontiere quando si tratta di accogliere i profughi, condannino la risposta israeliana a Gaza. E infatti, fanno anche meglio: propongono al Consiglio di sicurezza dell'organizzazione a maggioranza antisemita di cui sopra, una risoluzione di condanna nei confronti di Israele (che tra l'altro si "dimenticava" di chiedere ai palestinesi di restituire il soldato rapito.
Di conseguenza, ti aspetti che gli Stati Uniti, l'unico amico su cui Israele possa contare oggi, usino il suo potere per bloccare la risoluzione di condanna di Israele. E infatti, mentre Francia, Russia e Cina hanno votato a favore, gli USA hanno usato il diritto di veto.
E l'Italia? Vedendo le simpatie di molti parlamentari della maggioranza (c'è anche il numero due dell'Olp in Italia tra i banchi del parlamento, Ali Rashid) anche qui ti aspetti le solite condanne a Israele rea di essersi difesa.
E infatti, eccole arrivare a raffica: D'Alema, Prodi, Bertinotti, tutti i pezzi grossi esprimono il loro sdegno di fronte all'irriverenza di Israele, incapace di porgere l'altra guancia e beccarsi qualche altro razzo in silenzio. Fanno eccezione quattro gatti della Margherita e la RnP, insomma non proprio quelli più ascoltati nel carrozzone di mortadella.
Quello che proprio non ti aspetti, neanche in duemil'anni forse di storia comunista, è Franco Giordano, segretario del Prc, che perentoriamente auspica l'invio di truppe europee (è una battuta?), Onu, anche italiane per fermare Israele!

Capito? Quando si tratta di assistere popoli come quello Afghano e Irakeno nella difficile transizione verso la democrazia dopo anni di oppressione, la sinistra italiana tutt'al più nasconde la testa sotto la sabbia. Quando invece uno stato democratico come Israele, creato dopo la seconda guerra mondiale per dare una patria agli ebrei in forza del loro appoggio pratico agli alleati in guerra contro l'asse (i palestinesi si erano invece alleati con i nazisti), allora l'episodio è da condannare a priori, le alternative non sono da indicare, il rifiuto del militarismo è abrogato, l'Onu non serve più. Bella coerenza, amici comunisti. Sotto sotto, anche se non lo dite apertamente, mi sembra di intuire che la vostra soluzione della questione mediorientale sia quella espressa dalla lega araba il giorno prima della creazione di Israele: «Costi quel che costi, ributteremo gli ebrei a mare».

Thursday, July 13, 2006

I rapporti tra politica e pensiero, alla ricerca dei veri "confini" della città

Ho partecipato poco niente al dibattito, non mi sono ancora fatto il mazzo aggregando, e ci sarebbero gli estremi per il divorzio, tanto ho trascurato il mio blog. Tuttavia, come un Marco Civoli qualunque, proprio non ce la faccio a dire la mia!

TocqueVille nasce con lo scopo di creare qualcosa di nuovo, partendo da posizioni ben più progredite, per idee e per mezzi, di quelle della elefantiaca, gerontocratica e antiquata situazione politica italiana.
Quando abbiamo aderito a questo progetto le idee che avevamo (abbiamo) in comune erano sottorappresentate, se non a rischio di estinzione: attaccate dall’egemonia culturale post(<-??) comunista e non adeguatamente concretizzate, quando non frustrate, dalla coalizione che a questa egemonia, con alterne fortune, si contrappone: la Cdl.
Do per scontato, ovviamente, che queste idee in comune siano meglio rappresentate dal centrodestra: tuttavia, non sono né rappresentate adeguatamente, né tantomeno coincidenti. La politica, d’altronde, risponde ad esigenze diverse rispetto alla creazione di pensiero: tutt’al più è mediazione, ma non fusionismo né creazione.
La dimostrazione di questo sta racchiusa nel dilemma dei confini della “città”: va bene riferirsi alla destra, ma quale destra? chi è liberale oggi in Italia? Nella Cdl ci stanno sia Antonio Martino che Gianni Alemanno. Blair, laburista, si è dimostrato molto più liberale di Berlusconi. E’ chiaro, a questo punto, che la questione dell’identità non può e non deve esaurirsi all’interno degli schieramenti politici italiani.
Tv nasce in Italia, è destinata a produrre gran parte dei suoi effetti (chissà!) all’interno della penisola, ma le sue radici pescano in gran parte oltremanica e oltreoceano, nelle patrie della libertà, dell’individualismo, del liberalismo. Oltretutto, non abitiamo tutti in Italia, non siamo tutti italiani, né scriviamo tutti in italiano: esclusi i post sul calcio, le nostre idee non si identificano con gli stati: perché pertanto dovrebbero identificarsi con la loro classe politica?
Il problema identitario nasce tuttavia solo qualora si decida che una di queste identità debba essere preponderante rispetto alle altre: dal dialogo si passa alla discriminazione, e a quel punto è chiaro che chi rimane sotto o sta zitto o è costretto ad andarsene per incompatibilità sopravvenuta.
Faccio un esempio: personalmente, pur trovandomi spesso in disaccordo sulle sue applicazioni “pratiche”, nutro sia rispetto che ammirazione per la cultura/morale cattolica; quando però viene usata da qualcuno come pretesto per discriminare chi la pensa diversamente, allora non mi va più bene. Stesso discorso si può fare per il laicismo: quando diventa anticlericalismo, non è più accettabile.

In sintesi di questa riflessione, la famosa "grande destra", se si va a vedere bene, in Italia è piuttosto striminzita. E chi, fatto salvo il diritto di critica, scade nell'offesa verso chi non la pensa come lui, tutt'al più merita una testata.

Monday, July 10, 2006

Finalmente un motivo vero contro la TAV

Saturday, July 08, 2006

Appunti di giornalismo post comunista

Fino a pochi giorni fa, su tutti i giornali, quando si parlava di Abu Omar, pubblicavano questa foto:




Tranne che a L'Unità, ovviamente, dove hanno sempre preferito questa:



Ma la cosa veramente curiosa è un'altra: da quando Mancini è stato arrestato, anche su tutti gli altri giornali (con l'eccezione de Il Giornale e Libero) hanno iniziato a pubblicare la foto n. 2, con il risultato che la foto n. 1 ora è introvabile.

Ho un'idea per rendere ancora più odioso il gesto dei servizi segreti deviati al soldo di Berlusconi e della Cia. Mettete questa d'ora in avanti


Abu Omar, Il Cairo, 1958

Wednesday, July 05, 2006

2 - 0

Tuesday, July 04, 2006

La "Bild" e i cronisti italiani



Un dubbio feroce mi assilla da mesi, forse anni: perché diavolo tutti i giornali italiani, nessuno escluso (ma correggetemi se sbaglio) si ostinano a chiamare il tabloid tedesco La Bild, invece che Il Bild, dato che "Das Bild", che significa "l'Immagine", in Tedesco è femminile? Non gliel'ha mai detto nessuno in questi anni? Ah.. gli italiani e le lingue. Altra domanda bruciante: perché diavolo tutti i giornali italiani, nessuno escluso (ma correggetemi se sbaglio) si ostinano a considerare il Bild come un giornale autorevole, al livello di una Süddeutsche o un Frankfurter Allgemeine: quando invece, nonostante venda dieci volte tanto gli altri giornali, appartenga al peggior tipo di tabloid scandalistico banale e provocatorio: un mix di sesso, cronaca nera e gossip a tutta pagina che al confronto pure Repubblica sta ai piani alti del quarto potere. Il Bild, tanto per dirne una, fu il primo quotidiano al mondo (ma di nuovo: correggetemi se sbaglio) a pubblicare in prima pagina, all'interno di un riquadretto, una donnina nuda diversa ogni mattina. Con l'Italia il giornale tedesco se l'è presa più volte: ricorderete come ad esempio l'anno scorso si fosse sfiorato l'incidente diplomatico per un articolo del Bild che fustigava i crescenti divieti in atto sulle nostre spiaggie. Oggi come allora, ecco pronte in un baleno le risposte stizzite dagli editoriali-cattedra sapientini dei nostri professoroni della penna: chi propone rappresaglie a base di pizza, chi l'embargo balneare. Nessuno che si ponga la domanda più importante: non è che ho martellato i miei lettori per anni sulla necessità di portare al governo Prodi e quello adesso mi liberalizza la professione riconsegnandomi (meritatamente) all'arte zappaterricola?

Problemi di coordinamento sui princìpi islamici

Da Repubblica: «Tensione a Gaza, scaduto l'ultimatum. "Ma noi non uccideremo l'ostaggio". I tre gruppi armati che hanno sequestrato il caporale israeliano fanno sapere che "i principi islamici impongono il rispetto dei prigionieri"». Ha. Ha. Ha.