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Thursday, April 13, 2006

Non ci abbiamo creduto abbastanza

Se i dirigenti della sinistra hanno martellato gli Italiani per mesi dipingendo un paese in preda al regime e alla crisi più nera; se ad essi hanno fatto eco i principali giornali, spalleggiati da giornalisti radio e tv; se al coro si sono aggiunti ad una sola voce grandi banche, industriali di spicco, leader sindacali, magistrati; se, come se non bastasse, si sono fatti ripetitori di questo pessimismo diffuso attori, registi, opinionisti, associazioni, sindaci, professori, scrittori, ecc. Se insomma a sinistra sono riusciti a creare e imporre un’opinione pubblica artefatta così forte da mettere la sordina al vero pensiero maggioritario tra gli Italiani, e cioè che le cose non vadano poi così male, è chiaro che anche a destra abbia iniziato ben presto a diffondersi il pessimismo.
Combattuta tra l’opinione, diffusa, di una sconfitta di misura, e lo spettro agghiacciante di una debacle da milioni di voti di scarto, la Cdl si è fatta prendere dal panico. A dispetto di Berlusconi, l’unico ottimista rimasto, l’unico che ci abbia creduto fino alla fine, dall’Udc alla Lega si è premuto per varare una nuova legge elettorale che favorisse il perdente a scapito del vincente. Ciò che solo Silvio Berlusconi e il suo sondaggio americano, preso in giro da tutti, avevano previsto, è che alle urne, la vera opinione pubblica si sarebbe fatta sentire, scegliendo la Casa delle libertà con un margine sull’Unione di quasi un milione di voti. Per ironia della sorte il Mattarellum, con tutti i suoi difetti, avrebbe garantito la riconferma ai moderati sia alla Camera che al Senato, con margini sufficienti ad assicurare una piena governabilità, e questa legge no. La grande colpa del centrodestra è stata quella di non averci creduto abbastanza, o di non averci creduto proprio.
Aveva ragione Rutelli, quando la settimana scorsa aveva dichiarato: «Berlusconi è solo». Effettivamente, il Cavaliere-titano era il solo a crederci ancora, come da solo ha trascinato milioni di Italiani indecisi alle urne, ribaltando ogni pronostico, stracciando ogni sondaggio disfattista.