...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Tuesday, April 11, 2006

Florida de noantri

Fassino l'ha definita una pessima legge elettorale, ma sotto sotto i leader dell'Unione ridono. Perché senza quella legge non avrebbero vinto. Grazie alla legge "porcata" (così appellata dal suo ideatore Roberto Calderoli) la sinistra ha battuto la Cdl al Senato sia in Italia che all'estero pur avendo conquistato un numero consistente di voti in meno. C'è una spiegazione a questo clamoroso autogol? Si, e va ricercata nello choc post-regionali e nei tanti sondaggi (falsi) che, circolando da mesi, avevano creato anche a destra l'illusione di una débacle della Cdl alle politiche. Con cinque punti di scarto era ragionevole invocare il meccanismo del premio di maggioranza su base regionale, il quale dà peso maggiore alle regioni più popolose, in maggioranza in mano alla Cdl o considerate facilmente recuperabili. Ironia della sorte, il Mattarellum avrebbe consegnato il Senato al centrodestra su un piatto d'argento. Invece si è arrivati alla triste beffa della circoscrizione estero, che non riconoscendo le coalizioni ha consegnato Palazzo Madama alla lista dell'Unione, in minoranza ma compatta. Tragica ironia della sorte: l'Unione ha vinto al senato proprio perché era... unita. Ora dovrebbe iniziare il tempo della riflessione per entrambi gli schieramenti, ma inizierà il tempo delle baruffe. La Cdl dovrebbe riflettere sulla legge-suicidio, che in termini di impopolarità forse è valsa ben più dei 25.000 voti di scarto alla Camera. L'Unione dovrebbe invece interrogarsi su una vittoria che in realtà è una sconfitta: non passeranno che le leggi approvate da tutti i partiti (cioè, da opinione diffusa, nessuna). Il tempo delle baruffe si aprirà con un'inutile e autolesionista querelle sul riconteggio da parte della Cdl, che andrà a intaccare la precaria situazione dell'Unione, comunque di parziale ingovernabilità. Pertanto, basta che Silvio si sieda sulla riva del fiume e aspetti: presto vedrà passare il cadavere (politico) del suo nemico.