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Wednesday, March 22, 2006

I no global a Milano hanno vinto

Dal mio scranno di profonda ignoranza, l'unico elemento discriminante i gruppi neofascisti italiani dai loro "colleghi" comunisti si riduce ad una risibile distinzione teorica tra «sociale» e «collettivo». Da spietato individualista quale sono, queste differenze sortiscono l'unico effetto di annoiarmi a morte: gli estremisti, tutti, sono la carne da cannone della società moderna, e sortiscono il piacevole effetto di ridurre la concorrenza agli altri. In fondo, a nessuno importa quello che hanno da dire. Quando incontro un estremista, vorrei dirgli: «Svegliati!». Ma è meglio di no: strappare un idiota dal suo sonno è pericoloso, oltre che profondamente sbagliato. Gli estremisti, se guardiamo bene, hanno un'importante funzione sociale: sono individui deboli esclusi dal cono di luce politically correct della pietas pubblica, poveracci su cui è morale infierire in nome della loro necessaria antipatia. Capri espiatori di stato. Valvole di sfogo per l'arida opinione pubblica. Gente che perderà sempre, e su cui nessuno mai verserà una lacrima.

Tutto questo è bene tenerlo a mente, quando si parla degli estremisti. Perché dopo i furboni che facevano collegamenti tra i no global che hanno incendiato Milano e la manifestazione di missini tenutasi soltanto alcune ore più tardi (un raro caso di chiarezza di idee in fatto di consequenzialità temporale), di furbone ne è saltato fuori un altro. Si tratta del sindaco di Bologna Sergio Cofferati, il quale dopo essere stato criticato a sinistra per aver osato difendere la legalità dello Stato (ma si sa, per alcuni di loro "uccidere un fascista non è reato"), cerca ora evidentemente di recuperare un po' di consenso. Come? Negando la piazza a un comizio di Fiamma Tricolore, rea di turbare l'ordine pubblico e offendere le gloriose radici antifasciste della città emiliana. Vi rendete conto di cosa significa? Significa che i no global a Milano hanno vinto. Sono riusciti a delegittimare, oltre a se stessi, anche i loro "nemici". Con la differenza che i "nemici" avevano chiesto e ottenuto il diritto di manifestare, loro hanno incendiato e devastato fregandosene di qualunque regola. Se i gruppi neofascisti violano la legge, vanno sciolti. Se però la rispettano, com'é accaduto, hanno tutto il diritto di manifestare le loro idee (?). Le quali dee(?), per l'appunto, non sono poi molto diverse da quelle di chi vorrebbe zittirli a suon di macchine incendiate e negozi devastati.

Concludo con una piccola considerazione: quanto valgono, elettoralmente, gli estremisti di destra? Il 2%? Esageriamo, spariamo un 5%? Bene, e quelli di sinistra? Almeno il 30%. E la percentuale sale, se si contano gli estremisti in doppiopetto, quelli peggiori di tutti. Quelli che si comprano le squadre di calcio grazie al sindaco diessino amico, al dirigente diessino avallante, al colpevole silenzio dei cittadini. Quelli che poi sono in prima fila a gridare vergogna e altre parole che nessuno ha sentito, perché i fischi della gente perbene li hanno zittiti.