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Monday, February 13, 2006

Alberoni pontifica il declino (personale)

Alberoni, la dimostrazione vivente che una laurea permette di lavorare al Corriere della Sera, ma per scrivere gli articoli è perfettamente inutile, ci illumina oggi con queste sagge parole:

«È molto difficile oggi in Italia, per un giovane che non appartenga a una famiglia ben radicata nel sistema produttivo e di potere, trovare un lavoro adatto e fare carriera. Non avveniva così nel passato. Nel dopoguerra è dalla piccola borghesia, dal mondo operaio e dagli immigrati del Sud che sono emersi gli imprenditori, gli scienziati, i professionisti, gli artisti. [...] La classe agiata manda i suoi figli a studiare in Gran Bretagna o in America. Il nostro, più che un sistema meritocratico, sta diventando un sistema tribale ereditario. Di conseguenza tanti giovani sono sconcertati, smarriti. Si rifugiano nella famiglia, nelle chiacchiere del gruppo, nella musica o sognano la televisione. [...]. Reagite, studiate le lingue, studiate materie nuove, non stancatevi di cercare perché ci sono molte imprese che hanno bisogno di giovani attivi e competenti. Siate pronti a spostarvi, duttili, abituatevi a lavorare duramente, andate all'estero. Vi attendono gravi difficoltà, difficili prove. Dovete diventare dei guerrieri subito.»

Quello che vuole dire Alberoni, la metafora nascosta, il nodo del discorso, è più o meno questo: «Trent'anni fa sono riuscito ad ottenere il mio rettangolino del lunedì sul Corriere, dal quale posso pontificare banalità enormi. Se ci riprovassi oggi mi sbatterebbero fuori a calci in culo.»

Le "difficili prove" attendono i giovani per il fatto che oggi hanno alla loro portata posti molto più ambiti di quanto non capitasse trent'anni fa, e perché sono in molti di più a concorrere per quei posti. Alberoni fa credere ai giovani che sia colpa dei "figli delle famiglie agiate" che hanno studiato a Londra se non trovano un posto una volta laureati. Dimenticando che i "figli delle famiglie agiate" trent'anni fa studiavano in Italia, ed erano gli unici a poterlo fare. E gli altri? In fabbrica. Oggi, metà degli studenti universitari sicuramente non arriverebbe da nessuna parte neanche se studiasse nel miglior college inglese, e anche sull'altra metà ho i miei dubbi. La cultura è una questione di apertura mentale, non del paese in cui si studia. Il successo è una questione di ambizione personale, ben più che di soldi. E il fatto che Alberoni scriva ancora un editoriale a settimana sul Corsera è una questione di mancanza di senso del ridicolo, più che di competenza.
Alberoni non è l'esperto di sociologia di turno, chiamato ad esporre dei casi. Lui è il caso.