...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Tuesday, February 28, 2006

Brainwash è in vacanza

Friday, February 24, 2006

Imitatori di bassa lega

In alto, Anonimo dilettante (2006); in basso, un pregevole Valeforn-Brainwash in perfette condizioni, datato 10 febbraio 2005.



Thursday, February 23, 2006

Nei prossimi giorni

Grandi cambiamenti in vista per Brainwash

Sunday, February 19, 2006

Almeno la prendono con sportività

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Ma è tanto difficile, cari leghisti, comprendere la differenza tra il rivendicare un'iniziativa provocatoria (e giusta) da singoli cittadini, e farlo come organo istituzionale?

Saturday, February 18, 2006

Senza parole

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Friday, February 17, 2006

E' grazie a gente così che perderemo le elezioni

Ora, io so che non ci crederete, ma esistono davvero! Vedere per credere: orsetti padani.

L'odore rancido della mortadella andata a male

Avete presente l'odore rancido della mortadella andata a male? E' più forte di me, pensando a Prodi mi viene in mente quell'odore.

Thursday, February 16, 2006

Manifesti elettorali







Quest'ultimo è bellissimo: come commenta Repubblica? Con un "ancora polemiche sulle intercettazioni Unipol"? No, che l'elettore di sinistra si spaventa! Meglio un furbetto "alleati difficili, consigli elettorali".

Le tre punte: altro che bufala

Tanto per sfatare un mito diffuso, quello che "le tre punte" siano una bufala di Berlusconi, cito un oscuro cavillo sfuggito ai più: l'articolo 92 Cost. comma 2.

"Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri."

Storicamente, il presidente della Repubblica ha sempre nominato presidente del consiglio il premier indicato dal partito o dalla coalizione di maggioranza. La legge elettorale prevede che le coalizioni indichino un premier da sottoporre a Ciampi, ma nulla vieta che, se Fini o Casini prendano più voti di Silvio (Dio non voglia), il presidente della Repubblica designi uno di loro a ricoprire la carica di presidente del consiglio dei ministri. Chiaro?

Wednesday, February 15, 2006

Le barzellette di Prodi hanno i sottotitoli

Prodi farfuglia una barzelletta, tentando con risultati pietosi di imitare Berlusconi. Striscia la notizia è costretta a sottotitolare, altrimenti non si capisce niente: li capisco, c'era il rischio che qualcuno si mettesse per sbaglio a ridere. (clicca qui per vedere il video)
via Ilgiulivo.

Crauti, Soya e Tiglio: un piatto indigesto

Berlusconi ha fatto dietrofront sulle candidature neofasciste, ma ormai la frittata è fatta: la Cdl ha rimediato una pessima figura. E' incredibile la faccia tosta del premier: prima accusa la sinistra di "portare dentro chiunque", poi va a sua volta a pesca nei settori più imbarazzanti della destra estrema.
Quando leggo di queste logiche elettorali pelose e compromissorie, a destra come a sinistra, mi sorge spontanea una domanda: quanto dovrà soffrire ancora l'Italia, prima di approdare ad un bipolarismo all'americana?

Tuesday, February 14, 2006

Fini cavalcato selvaggiamente da D'Alema

Non ho visto i 23 minuti di balbettìo di D'Alema di cui parla Daw. Il motivo per cui non li ho visti è che la mia televisione era già spenta. Nel confrontarsi con il presidente Ds, Gianfranco Fini era così penoso che non ho saputo resistere. Fatta eccezione per i 23 minuti, che non ho visto, il baffetto ha dominato il leader di An. Di più: l'ha cavalcato selvaggiamente.

Com'è possibile che Fini non abbia detto una cosa una per mettere in difficoltà l'avversario? Non l'ha provocato sul perché non siano stati i Ds, il maggior partito dell'Unione, a candidare un leader della coalizione. Non gli ha chiesto quando esattamente i bombardamenti umanitari abbiano smesso di godere della grazia di D'Alema. Non l'ha bastonato su Unipol.

Come ha risposto Fini all'accusa di ammettere nella Cdl l'estrema destra neofascista? Ha balbettato qualcosa su Caruso e Luxuria, come se una mano lavasse l'altra. Sull'Iraq? Disastro completo. Il nostro è riuscito a far dire a D'Alema, senza contraddirlo, tutta la paccottiglia petrolio-fosforo-illegale. Il quale ben felice ha continuato, disegnando nessi pericolanti tra l'intervento angloamericano in Iraq e la vittoria in Iran di Ahmadinejad. Fini ha controbattuto? Timidamente, e senza risparmiarsi l'enormità di dire che il presidente iraniano è stato eletto democraticamente.

Per alcuni interminabili minuti, ciliegina sulla torta, è sembrato Mentana l'avversario di D'Alema, tanto Fini se ne stava abbacchiato sulla sua poltrona. Era il conduttore a rispondere a tono all'ex presidente del consiglio. Una scena surreale, che mi fa rimangiare un sacco di affermazioni sulla statura da leader del ministro degli esteri, sulla sua competenza politica, bla bla.

Aiutate quest'uomo!

Monday, February 13, 2006

Alberoni pontifica il declino (personale)

Alberoni, la dimostrazione vivente che una laurea permette di lavorare al Corriere della Sera, ma per scrivere gli articoli è perfettamente inutile, ci illumina oggi con queste sagge parole:

«È molto difficile oggi in Italia, per un giovane che non appartenga a una famiglia ben radicata nel sistema produttivo e di potere, trovare un lavoro adatto e fare carriera. Non avveniva così nel passato. Nel dopoguerra è dalla piccola borghesia, dal mondo operaio e dagli immigrati del Sud che sono emersi gli imprenditori, gli scienziati, i professionisti, gli artisti. [...] La classe agiata manda i suoi figli a studiare in Gran Bretagna o in America. Il nostro, più che un sistema meritocratico, sta diventando un sistema tribale ereditario. Di conseguenza tanti giovani sono sconcertati, smarriti. Si rifugiano nella famiglia, nelle chiacchiere del gruppo, nella musica o sognano la televisione. [...]. Reagite, studiate le lingue, studiate materie nuove, non stancatevi di cercare perché ci sono molte imprese che hanno bisogno di giovani attivi e competenti. Siate pronti a spostarvi, duttili, abituatevi a lavorare duramente, andate all'estero. Vi attendono gravi difficoltà, difficili prove. Dovete diventare dei guerrieri subito.»

Quello che vuole dire Alberoni, la metafora nascosta, il nodo del discorso, è più o meno questo: «Trent'anni fa sono riuscito ad ottenere il mio rettangolino del lunedì sul Corriere, dal quale posso pontificare banalità enormi. Se ci riprovassi oggi mi sbatterebbero fuori a calci in culo.»

Le "difficili prove" attendono i giovani per il fatto che oggi hanno alla loro portata posti molto più ambiti di quanto non capitasse trent'anni fa, e perché sono in molti di più a concorrere per quei posti. Alberoni fa credere ai giovani che sia colpa dei "figli delle famiglie agiate" che hanno studiato a Londra se non trovano un posto una volta laureati. Dimenticando che i "figli delle famiglie agiate" trent'anni fa studiavano in Italia, ed erano gli unici a poterlo fare. E gli altri? In fabbrica. Oggi, metà degli studenti universitari sicuramente non arriverebbe da nessuna parte neanche se studiasse nel miglior college inglese, e anche sull'altra metà ho i miei dubbi. La cultura è una questione di apertura mentale, non del paese in cui si studia. Il successo è una questione di ambizione personale, ben più che di soldi. E il fatto che Alberoni scriva ancora un editoriale a settimana sul Corsera è una questione di mancanza di senso del ridicolo, più che di competenza.
Alberoni non è l'esperto di sociologia di turno, chiamato ad esporre dei casi. Lui è il caso.

Calderoli pensa di essere divertente

«Il governo Prodi? Ci sarà Luxuria come ministro per le Pari opportunità. A proposito alla Camera o a Palazzo Chigi utilizzerà le toilette maschili, femminili o verrà appositamente creato un terzo polo?»
Roberto Calderoli

Certe battute si commentano da sole. Se a dirle è un alleato del governo che sosteniamo, è ancora più tassativo prenderne le distanze. Calderoli forse pensa di essere divertente, o forse sta solo parlando al "popolo della Lega"; riesce ad essere soltanto razzista, omofobo, spaventosamente bigotto.

Sunday, February 12, 2006

Magari

Vista su Il giulivo.

Hanno preso un libro di cucina e ci hanno scritto sopra "Programma dell'Unione"

Nelle 274 pagine del Programma dell'Unione è difficile trovare qualche proposta concreta. O meglio, se è concreta risulta irrealizzabile. Se è realizzabile, è sconsigliabile per qualche motivo realizzarla. Se è concreta, realizzabile, e non è sconsigliabile realizzarla, è già stata realizzata.

Prendiamo pagina 120, subito dopo il pasticcio con gli asparagi. L'Unione cerca di spiegarci come affrontare la concorrenza cinese:

1) In primo luogo, " è necessaria una politica del lavoro che coniughi flessibilità e stabilità" (come banalità non c'è male); poi, "la creazione di economie esterne, soprattutto attraverso l'investimento sul capitale umano" (Che vuol dire? Boh), senza dimenticare "l'efficienza della pubblica amministrazione e della giustizia civile" (ci mancherebbe).

2) Poi, l'Unione propone di costruire "un sistema di incentivi mirato, oltre che a favorire lo sviluppo occupazionale nel suo complesso, allo sviluppo di attività di ricerca, al rafforzamento patrimoniale e dimensionale di impresa, all'incoraggiamento dei progetti di riconversione e all’innovazione di prodotto nei settori individuati come strategici, con particolare riferimento al settore manufatturiero". Bello! E come verrà fatto? Con quali soldi? Non si sa.

Non è finita: è prevista anche una "una riqualificazione della domanda pubblica, attraverso l'investimento in alcuni progetti nazionali prioritari". Chiamiamo questa riqualificazione con il suo nome: spesa pubblica. Cioè più tasse. Non si capisce cosa esattamente debba spingere le imprese in crisi ad investire, se lo stato invece di tagliare loro le tasse, le aumenta per finanziare l'acquisto dei loro prodotti.

Si propone poi "una politica di informatizzazione della PA". Beeeello! Magari si potrebbe anche creare un bel sito, tipo italia.gov.it! O corro troppo con la fantasia?

Non vi prendo in giro!! Leggete il paragrafo seguente, giuro che l'ho riportato esattamente com'é! L'hanno scritto davvero!

«una riqualificazione della domanda pubblica, attraverso l'investimento in alcuni progetti nazionali prioritari. In particolare, crediamo che si debba chiaramente indicare dove si indirizzerà la domanda pubblica, ritrovando la capacità di parlare alle imprese, di prospettare loro l’apertura o lo sviluppo di mercati, offrendo le informazioni necessarie perché intraprendano adeguati investimenti: ad esempio, nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) in connessione con una politica di informatizzazione della PA; in pannelli solari, nei motori a metano, nella progettazione dei motori a idrogeno nel quadro di una politica di risparmio energetico, ecc.»

Saturday, February 11, 2006

Alle amiche danesi che leggono questo blog



Grazie all'insuperabile Milton.

Berny reloaded

Berny ci riprova. Dato che la parte non omofoba del pianeta non ci pensa proprio a filarselo, il nostro chiama a raccolta i suoi, creando l'«osservatorio permanente sugli abusi illiberali del "politicamente corretto" e sulla normalizzazione culturale in Tocqueville». Nientemeno. Tante parole difficili solo per fare il verso a noi umili operai dei diritti civili. E' troppo, bastava un "ditelo che difendete i frosci pecché siete frosci anche vvoi" e avremmo capito lo stesso. Vabbé, magari restituiremo il favore una volta finita la nostra convalescenza. Per ora, porgiamo a Berny i nostri più sentiti auguri per il suo ambizioso progetto, anche se non ne ha bisogno: intorno a sé, infatti, ha raccolto una squadra davvero d'eccezione: Vandeaitaliana, Alef, Gino, e altri grossi calibri del panorama culturale medievale.

Dite quello che volete, ma a me Berny sta simpatico. Con la sua parlata oxfordiana (sic), armato della quale si impergola in ragionamenti strampalati per dimostrare l'indimostrabile. Con quel suo modo tutto particolare di delegittimare chi non la pensa come lui. Si scalda, talvolta si incazza, Berny. E' abbastanza agevole capire quando, perché in quei momenti la parlata oxfordiana raggiunge dei parossismi linguistici irripetibili. E' uno che ci mette passione, Berny, nessuno lo può negare. Negli animi nobili, la passione non manca mai.

Berny, non volermene se ho tessuto le tue lodi, perché ho detto il vero. E riguardo a quella piccola scaramuccia sul fatto che l'omosessualità sia o meno una malattia, consideriamola chiusa. Dice infatti Luca (4, 23): «Medico, cura te stesso.»

Quando finirà il gas tutti a scaldarsi sul braciere olimpico

Sul giornale californiano Mercury News di ieri, ho letto questo pittoresco commento di un inviato alle olimpiadi di Torino:

«Turin is brown, dirty, muddy, temperate and filled with shabby high-rises reminiscent of Soviet-bloc housing. There is a drab uniformity about the city that has athletes complaining of the surroundings and locals up in arms about the disruption of their lives.»

Questo anonimo cronista sportivo, mi dispiace dirlo, ha centrato in pieno quello che penso della "capitale delle Alpi". Mi scuso con tutti i blogger che vivono a Torino, o sono legati a quella città da qualche rapporto affettivo: ognuno ha le sue città d'elezione, non serve abitarci, non serve neanche esserci mai stati. Ecco, diciamo che per quanto riguarda Torino, non esserci stati aiuta. Ebbi occasione di passarci due lunghi giorni (troppo pochi, obietterà qualcuno; più che sufficienti, contro-obietto io) qualche mese fa. Era un periodo di apatìa che mi ha portato in varie parti d'Italia e d'Europa.
La città era al culmine del casino pre-olimpiade (si scrive maiuscolo, olimpiade?): cantieri aperti ovunque, per dare gli ultimi tocchi a quel "make-up" che a detta di tutti aveva rivoluzionato la città. Figuriamoci com'era prima, ho pensato. Al ritorno, questo ha sicuramente influenzato il mio pessimismo, io e il mio amico ci siamo sorbiti Torino-Padova via *statale*, perchè erano finiti i soldi. Fu colpa mia, e devo ancora farmi perdonare. Ma questa è un'altra storia.
Sarà stato il bancomat non funzionante, sarà stata la pioggia incessante, o il duplice tentativo di accoltellarci previa rapina, o l'atmosfera vagamente Bucarestiana della città, chissà.. quando sono tornato a casa ho baciato il terreno come fa il Papa.

Scusate, non c'entra niente quello che penso della città, sono andato fuori tema. E' più forte di me, se scrivo di qualcosa che ha a che fare con una città che conosco non riesco ad evitare di inserire qualche tiratina nostalgica o, in questo caso, un pollice verso che più verso si spezza il polso.

Sono uscito fuori tema, dicevo. Mettiamo da parte le soviet-bloc houses e passiamo al sodo: l'inaugurazione delle olimpiadi di ieri sera. E' stata la più bella inaugurazione che mi ricordi. Passo sopra, per pietà, sulla bambina vestita da puffo e sulle mucche-rollerblade, ma il resto è stato davvero emozionante. I balletti, la coreografia dei cerchi olimpici, la Ferrari, la staffetta finale della fiaccola con i fuochi d'artificio finali. Bellissimo. Mi sono particolarmente emozionato all'ingresso di alcune squadre. Innanzitutto, l'Austria. Io tifo azzurri, sia chiaro. Ma se a battere l'Italia sarà la mia seconda patria, non verserò una lacrima. Altrettanto emozionante l'ingresso della squadra israeliana. Impossibile non pensare a Monaco. Toccante l'ingresso dei Danesi: c'era proprio bisogno di farli scortare dalla polizia anche durante la sfilata? Infine, applausi per gli USA. Piccola nota al margine per gli Azzurri, che azzurri non erano: perché indossavano quella roba argentata e fighetta da via Montenapoleone??

La conclusione a questo post sconclusionato manca apposta. Continuerò ad aggiungere impressioni nei prossimi giorni.

P.S. Astenersi quelli che "brutto pecorone veneto, Torino è bellissima". Piuttosto, sono bene accetti consigli per godersi meglio la città/non venire più minacciati con armi da taglio e simili/non dover litigare con dei mafiosi al casello/al parcheggio/al bar.

Link: Robinik's Olympic open trackback

Prodi agli elettori della Cdl: «Voltate pagina»

Prodi lancia un invito ai "delusi" del governo di centrodestra: «Mandiamo all'opposizione chi ha avuto il potere e lo ha usato male. E' per il bene dell'Italia»

E' incredibile come Prodi faccia le sue dichiarazioni così fuori tempo massimo: non si rende conto che lo abbiamo già fatto cinque anni fa?

Friday, February 10, 2006

Blog sano ex blogger sano

Nei prossimi giorni si ricomincia, con calma.
B.

Thursday, February 02, 2006

Post di servizio

Il titolare è rintanato sotto le coperte con 38°. Ogni contatto è rinviato a domani (o magari dopodomani, se butta male).

Saluti,
Uno Dei Sottopagati Gregari Di Questo Blog

Wednesday, February 01, 2006

Formaggio-ville?

Riprendo da il Cannocchiale la notizia che anche in Francia esiste una TocqueVille. Nella versione locale si chiama Blogmilitant e raggruppa quasi novecento blog di centrodestra.