...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Thursday, January 19, 2006

Perché è giusto così

19/01/06

Perforare il mio sonno

Sono ubriaco
ho il raffreddore
come al solito
gioco a basket
con la mia vita del cazzo
teorizzo finali
sogni a occhi aperti
grandi occhi
come un canguro
e nel marsupio tengo
sogni scemi
come sono scemo io,
che ancora credo ai
fantasmi
in fondo siete fantasmi
tutte voi
con le vostre dita adunche
nella notte a perforare
il mio
sonno.


19/01/06

Poesia di merda

E ascolto musica
illudendomi di essere sveglio
di essere mai stato sveglio
ascolto musica come
un coglione
e mi emoziono
piango / rido
– che scemo
spero di ricavare dei soldi
da questa poesia di merda
per permettermi di ricamare
con merletti di rugiada
la mia tomba
nel bosco – i ricordi.


19/01/06

Sono fregato

Bevo da una bottiglia mignon
sembra deforme
risveglia complessi, questa
bottiglia
ambrata, con i suoi tre pini
sull’etichetta
sto raccontando della mia bottiglia,
non ci credo
ma che mondo mi sono costruito,
che vita da cane
che elogio sperticato
per qualcosa che non esiste
perché non lo so far
esistere.


19/01/06

Niente

Sono nel giusto ad essere crudele
perché crudele è il mondo
l’ho imparato per assurdo nei
momenti felici
in cui le edere si avvinghiano sul cuore
e scopriamo di essere noi i colpevoli
del nostro male
pazzi! ma che ci facciamo in giro
siamo pazzi e molto, la
vita ci irride, ci disprezza
non so che farmene di me stesso
ma è tutto quello che mi fanno portare con
me
ho paura di distinguermi / di sparire
faccio il duro / ma in fondo nemmeno esisto
triste destino
essere crudeli
per una fiammata di
niente.


19/01/06

Il palco non cade!

E voglio scrivere ancora
come sul fiato di un’ispirazione/musa/droga
magari non ho niente da dire
pensate: riesco a smascherare il trucco
con cui inganno me stesso ma
il palco non cade
dio sai il fatto tuo, non posso
che riconoscerlo e magari – che stanchezza
bruciare questo attimo di accettabile
assenza in un sogno proletario –
sognare di lavorare, o cose del genere
non posso permettermelo
un ragno mi incolla alla riga,
alla pagina, alla donna, al
coraggio, al Dovere, a tutto ciò contro
cui mi batto. Mi batto? O forse,
grato,
vengo battuto.

(c) Brainwash 2006