...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Wednesday, January 11, 2006

La questione morale e il Reagan italiano

Non ci vuole un genio per capire qualcosa di questa "questione morale" dei DS.
Una volta c'era il Pci, i cui militanti venivano indottrinati a suon di Stalin e rivoluzione. I nemici erano i borghesi, parola che vuol dire tutto e niente, ma che grosso modo indica "chi c'ha i sordi". I militonti dell'epoca erano contro lo stato e il capitalismo, per un mondo più giusto bla bla. Quello di cui non si accorgevano era che il Partito in quel sistema politico ci era dentro e doveva in qualche modo mantenersi. Insomma di soldi ne maneggiava parecchi.

Quando De Nicola andò in America a firmare le cambiali del piano Marshall, con cui l'Italia si è ricostruita e ha costruito il benessere, venne posto un veto politico ben preciso: se i comunisti avessero vinto le elezioni, i capitali USA sarebbero stati ritirati. Fortunatamente il "Fronte Garibaldi", tentacolo del PCUS in Italia, non vinse allora nè mai. La storia punì la sua dottrina e polverizzò il suo principale sostenitore straniero, ma lasciò sostanzialmente intatto quello che era il più grande partito comunista del mondo libero.
Se non diventarono mai maggioranza di governo (non in senso stretto almeno), i comunisti si diedero da fare per conquistare tutti gli altri centri di potere, collaterali e complementari al governo: magistratura, giornali, televisioni, scuola, sindacati ecc., cioè le "trincee e casematte del potere" indicate profeticamente da Gramsci: avendo in pugno queste, si ha in pugno la società civile.

Quando il rubinetto a Mosca venne chiuso, i comunisti avevano pronti sistemi di finanziamento alternativi: qualcuno dice le cooperative, ma erano in generale i centri del potere rossi a sostenere un Partito che ha dovuto barattare la sua ideologia con il potere: un sistema amico, quando non connivente. Tangentopoli forse non fu eterodiretta contro gli avversari, ma il blitzkrieg del pool di Milano colpì dove l'illegalità era più evidente (a destra) risparmiando l'illegalità occultata negli insondabili meandri della fitta rete creata in quarant'anni intorno al PCI.
Oggi si scopre che a sinistra nel capitalismo ci sguazzano, e da tempo. Io non mi stupisco, anzi dico: fanno bene. Non si diventa forza di governo con la Banca Etica e altri giocattolini buoni solo per i militonti.

Il problema è un altro, e si pensava che riguardasse solo la destra: la comunicazione con la base
. Silvio non riuscirà a far entrare in testa ai suoi elettori che il governo ha fatto 1.254.849,6 provvedimenti, ognuno importantissimo, ma a sinistra (in particolare nei DS) è ancora peggio.

Si sono scordati di spiegare ai militanti le scelte (giuste) che hanno fatto dopo il nove novembre ottantanove e l’otto dicembre novantuno. Adesso capite cosa gli hanno dovuto raccontare alla base dopo l’undici settembre duemilauno... mica potevano spiegargli dieci anni di storia in un colpo, no? Ci sono diessini che Occhetto ancora lo odiano. Sarebbe stata troppa realtà in un colpo solo. Non è la dirigenza DS ad aver perso la verginità, sono i militanti a scoprire di essersi fatti inculare. Ora è un bel guaio, altro che questione morale.


PS:
La società italiana in larga parte non è ancora emancipata dal pensiero dominante comunista. Berlusconi avrà i suoi difetti, alcuni dei quali li ha trasferiti alla politica del suo movimento e della sua coalizione. Ma contro le casematte del potere comunista ha forse fatto più di chiunque altro: con le sue televisioni, con le sue case editrici, con le sue aziende. E' liberalismo all'Italiana, lontano dal modello (e sottolineo modello) anglosassone, ma è liberalismo. Berlusconi non è la Thatcher, non è Reagan. Ma i geni ce li ha. Diamogli tempo.