...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Monday, January 30, 2006

Ignoranti

Munich

«E' venuto il momento di pensare di ammettere Israele nella Nato. In questo modo, un' eventuale aggressione a Israele, sarebbe un attacco contro tutta la Nato.»
Antonio Martino, Ministro della Difesa


Ieri sera ho visto Munich. E' molto bello, anche se qualche sforbiciata qua e là l'avrebbe reso più godibile. Avevo letto tali e tante critiche, da destra e da sinistra, che mi aspettavo una sorta di agiografia di Arafat filmata da Michael Moore. Al contrario, la Storia, cioé la striminzita parte che riguarda i "fatti realmente accaduti", è rappresentata fedelmente e cinicamente. Ad essa si interseca magistralmente la storia con la s minuscola, quella dei protagonisti, i cinque uomini del Mossad incaricati di punire i mandanti di Monaco. Il capo è Avner/Eric Bana, la cui discesa negli inferi appassiona, fa soffrire lo spettatore, e costituisce in gran parte lo spessore del film. Ottimi gli altri attori, tutti europei: un'inedito Mathieu Kassovitz nerd bombarolo (chissà quato si è fatto pagare per fare l'israeliano), l'inglese Daniel Craig, il tedesco Hans Zischler, gli israeliani Ciaràn Hinds e Ayelet Zorer (menzione speciale per Hinds: sembra Kevin Kostner incattivito da anni di pattugliamento a Gaza). Bravi anche Geoffrey Rush e il francese Mathieu Amalric. Le ambientazioni non dovevano avere grande importanza per il regista: Londra, Roma e Atene sono irriconoscibili e direi quasi intercambiabili.
Il film mostra una versione edulcorata del terrorismo politico palestinese anni '70, ma non si dimentica di sottolineare il punto più importante, la differenza di approccio sulla questione patria di Israeliani e Palestinesi: i primi uccidono i mandanti terroristi per difendere il proprio popolo, in una consapevole ma dolorosa eccezione alle regole democratiche di Israele. Ma non siamo in Israele, e non siamo in pace: dello stato si stanno violando le leggi, ma per difendere i princìpi che di quelle leggi, e dell'esistenza stessa di Israele, sono il fondamento. I terroristi invece, uccidono persone innocenti, applauditi dalle loro famiglie: per loro non si tratta di dolorose eccezioni, ma della prassi. Colpisce che i mandanti se ne stiano nelle loro ville europee a dare feste, con la complicità dell'Europa stessa.
Essere buoni ebrei, era stato insegnato agli agenti, significa prima di tutto essere giusti. Il confine tra essere giusti ed essere uguali alle persone che si uccidono è chiaro, ma oltrepassarlo è facile. Avner pensa di essere ormai refrattario alla violenza, ma si sbaglia: i leader che ha ucciso vengono sostituiti, le rappresaglie della controparte si fanno sempre più sanguinose: la guerra per il diritto di Israele ad esistere si preannuncia lunga, forse senza fine. E il sacrificio che gli è stato chiesto è enorme: dubitare di quello che ha fatto, del sionismo, di Israele, di tutto. Per questo, Avner è un eroe.

L'unica grossa pecca del film, come già detto, è che dura tre ore tre, i terroristi smettono di morire dopo due, e nell'ora rimanente viene la tentazione di armare il proprio Kalashnikov/Uzi e andare in cerca dell'addetto al montaggio.

Sunday, January 29, 2006

Ma siete tutti ubriachi?

«Per contestare una legge abbastanza inutile ma sensata voluta dal Polo, oggi il centrosinistra diventa forcaiolo persino sul vilipendio alla bandiera. Fassone, DS: “da domani con questa legge non sarà punito chi brucia, lacera, calpesta o imbratta la bandiera americana”. E meno male, no? Vogliamo fare un baluardo della democrazia anche della punibilità di chi brucia una bandiera? Rincara il giudice Papalia, che almeno è giudice e non deputato di sinistra: “Chi dichiara che la bandiera è uno straccio per pulire le fogne” è punito solo con una multa da 5 a 10 mila euro”. Solo? Ma siete tutti ubriachi?»
Wittgenstein

Saturday, January 28, 2006

L'erba neanche si vedeva più

Al direttore - Gentile Gianfranco Fini, ieri a Milano la neve era ben oltre la modica quantità.
Maurizio Crippa

Friday, January 27, 2006

Berny no limits

«Il seme che abbiamo nei testicoli non serve per irrorare deretani ma per fecondare un ovulo e trasmettere un patrimonio genetico»

«riuscire a concepire il sesso solo ed esclusivamente in modo strutturalmente antifunzionale come mera pratica riempitiva di sederi mediante liquido seminale (o, viceversa, concepire la passera solo ed esclusivamente come un gelato) è stata definita con pietosa disinvoltura "variante non patologica della sessualità umana" per ridere per decenni di questi "luminari" radical chic»

Berny no limits!

Domani ti rispondo come si deve, che adesso vado a prendermi un gelato :)
Sempre che di risposta non ti basti questa..

Berlusconi è un genio

Al bollito, che borbottava su La7 qualcosa a riguardo di andare troppo in televisione, il premier ha così risposto: «Quando Prodi va in tv guadagna sempre moltissimi voti: ha una grande presenza televisiva, una grande chiarezza espositiva, un sorriso conquistatore, un profilo straordinario... Lo temo molto»

Qui un articolo di Giuliano Ferrara intitolato "Silvio, un fantasista senza rivali".
«La sua libertà di movimento, il carattere ostinatamente privato dei suoi comportamenti pubblici, la sua individualità esuberante e mattacchiona sono in conflitto con quella caricatura di etica protestante, di puritanesimo e di rigore giacobino che deforma in un ghigno surreale anche le migliori intenzioni dei suoi avversari»

Il lager dentro

«La ricettività delle grandi masse è molto limitata, la loro intelligenza scarsa, ma la loro capacità a dimenticare è enorme»
da Mein Kampf, di Adolf Hitler

Oggi è la giornata della memoria.
Che senso ha questa definizione per noi nati dopo, troppo dopo? Come possiamo ricordare qualcosa che non abbiamo mai visto, sentito, vissuto sulla nostra pelle? Ci sforziamo di ricordare, oggi, qualcosa di visto in un film, di letto in un libro o sul giornale, di sentito dire. Ci riempiamo la bocca di concetti astratti come “male assoluto”, “sei milioni di morti”, “camere a gas”, come se qualcuno di noi nati dopo fosse davvero in grado di evocare l’inevocabile. Quante sono sei milioni di persone? Messe una dietro l’altra, formerebbero una fila lunga quanto la muraglia cinese. Qualcuno è in grado di evocare, nella sua mente, l’orrore?

No, è impossibile. Me ne sono convinto definitivamente in un giorno di pioggia di due anni fa.
In quell’occasione ho ricevuto l’invito a partecipare ad un incontro con un reduce dai campi di sterminio nazisti, Luigi Bozzato. Non ricordo le mie esatte aspettative al momento di accettare l’invito. Ero curioso, ma non particolarmente. In fondo non importa, perché le parole di quel signore di ottantatre anni me le porto ancora scolpite dentro.

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Thursday, January 26, 2006

L'Unità tenta una mossa disperata

Cosa non si fa per vendere. L'Unità ha lanciato un appello per diffondere il più possibile l'edizione di domenica. All'annuncio, «Domenica diffusione speciale de l'Unità, il giornale che dà fastidio a Berlusconi» seguono alcuni firmatari, perlopiù parlamentari DS e dipendenti dell'Unità.
Cosa sarà mai questa diffusione speciale? Tentare di raggiungere le 10.000 copie vendute?
I "compagni" sono ridotti proprio male se per vendere hanno bisogno di proclamarsi "il giornale che dà fastidio a Berlusconi", escludendo con questo milioni di italiani perbene, infastiditi almeno quanto il premier.

AGGIORNAMENTO: «La tipografia, su pressione occulta dei Servizi Segreti Deviati, si è infatti rifiutata di stamparla, adducendo scuse patetiche su non meglio precisati limiti del ridicolo» mitica zanzara.

Mia amata Palestina, adesso sei fregata





Hamas, l’organizzazione terroristica che propugna la distruzione di Israele, ha vinto le elezioni nei territori palestinesi. Povero popolo palestinese, che ne sarà di te, ora che ti sei consegnato agli sgherri dello sceicco Yassin? Con Hamas a guidarti hai trovato numerosi alleati pronti a sostenere la tua causa: l’Iran di Ahmadinejad, la Siria di Bashar Assad e di Hizbullah, la Corea del nord di Kim Jong Il, la Cuba di Castro, il Venezuela di Chavez. Ma si tratta del tipo di amici che ti condurrà alla rovina, di fieri sostenitori di ideologie di morte.
Se avessi scelto l’altra strada, quella della pace, avresti avuto ben pochi alleati: i poco accomodanti Stati Uniti, una timida Europa, una timidissima Russia e un’inutile ONU. Sarebbe stata la strada più ardua e difficile, ma sarebbe stata quella giusta. Premiando chi ama la morte più della vita, hai sancito anche il tuo destino. Non esisterà mai uno stato palestinese che non preveda anche uno stato israeliano libero e sicuro ad esso adiacente. Hamas ha vinto, la Palestina ha perso.

Wednesday, January 25, 2006

Possiamo tirare un grosso sospiro di sollievo

«Il Papa non potrebbe mai fare una affermazione irrazionale e che procurasse un danno a qualcuno»

Tuesday, January 24, 2006

Tempi duri per gli espropri proletari

Da oggi chi sparerà al malvivente che lo vuole rapinare a casa o in negozio non rischia guai con la legge, neanche se malauguratamente lo uccide. La riforma della legittima difesa, voluta dalla Lega e approvata oggi con i voti della Cdl, è legge dello stato.
A me sembra una buona legge: più volte sono inorridito leggendo di padri di famiglia o negozianti arrestati per aver ucciso (o a volte solo ferito) il ladro. Rubare è attentare al lavoro, e sul lavoro si fonda la Repubblica Italiana, giusto? (articolo 1, mica 25484)
Molti giornali scrivono grosse stupidaggini a riguardo dell'eccesso di difesa: in realtà, in caso di desistenza o se non vi è pericolo di aggressione, sparare non si può. I commenti dell'opposizione non si fanno attendere: «Bla bla anticostituzionale bla bla proprietà privata bla bla far west bla bla bla». Ma il succo è questo: tempi duri per gli espropri proletari.

L'Italia faro liberale d'Europa

Lettera aperta a Stars&Bars

Caro Stars&Bars/Vandeaitaliana.
Rispondo al tuo commento con una lettera aperta, perché mi accorgo che alcune delle considerazioni che farò sono di interesse generale.

Tu citi il regista Zeffirelli come esempio di fervente cattolico che vive con disagio la propria omosessualità.

Prima precisazione: E’ per me pacifica l’esistenza di un disturbo sessuale, identificato dal DSM IV (il manuale dell’American Psychiatric Association, citato più volte a sproposito e qui spiego il perchè), che provoca, a chi ne è affetto, profondo disagio e senso di inadeguatezza, in quanto si manifesta in una condizione di confusione sul proprio orientamento sessuale. Questo disturbo,appartenendo alla sfera psicosomatica, può essere alleviato o curato, e la cura ha lo scopo di portare il paziente a scoprire ed accettare il proprio orientamento sessuale.
La patologia citata nel DSM IV non è, come qualcuno ha frainteso, l'omosessualità, bensì il disturbo (Gender Identity Disorder), che porta a non sapere esattamente che cosa si è: omosessuali, eterosessuali, transessuali, ecc.
Nell’ordine di idee di uno psicanalista, l’omosessualità può anche essere la cura a questo disturbo, se con il riconoscimento di essa il disagio nel paziente cessa.

Cercare di far rientrare tutti gli orientamenti sessuali nella dicotomia eterosessuale/omosessuale è efficace, ma un po’ riduttivo, perché non tiene conto di particolari gusti erotici come il fetish, il BDSM, ecc, che sono trasversali all’orientamento sessuale e in alcuni casi lo scavalcano. Se ogni società condanna alcuni di questi “appetiti” moralmente e talvolta penalmente (pensiamo alla pedofilia nella cultura giuridica occidentale), la scienza medica considera patologiche queste pulsioni soltanto in presenza di una di queste categorie di sintomi:

«The disturbance causes clinically significant distress or impairment in social, occupational, or other important areas of functioning»

«The person has acted on these urges, or the sexual urges or fantasies cause marked distress or interpersonal difficulty»

In tutti gli altri casi, inclusa l’omosessualità, per l’associazione degli psichiatri americani si è sani come un pesce (si continua ad essere malati per le religioni monoteiste, i regimi nazionalisti e quelli comunisti di ogni ordine e grado).

Torniamo al caso di Zeffirelli. In verità esistono molte persone che non riescono ad accettare quello che sono: non mi riferisco soltanto alle preferenze sessuali, ma all'aspetto fisico, all’ammontare del proprio reddito, alle proprie origini, eccetera. Questo senso di inadeguatezza è alimentato dalla società, o meglio dalle sfere sociali con le quali interagiamo nella nostra vita: la famiglia, gli amici, il gruppo parrocchiale, il luogo di lavoro e via dicendo.
Per farci accettare cerchiamo di assomigliare il più possibile al nostro gruppo di riferimento: nel modo di parlare e di agire, nella scelta dei vestiti, persino nella scelta del partner. Essere accettati dà sicurezza in se stessi e tutti, in varia misura, ci omologhiamo al nostro gruppo, per continuare a farne parte.
Però nella vita bisognerebbe essere fieri di se stessi ogni volta che si fa del bene a qualcuno, e non esserlo quando si fa del male. Si può fare quello che si vuole, con due limiti fondamentali: il primo è innato, e ci porta a scegliere ciò che consideriamo bene piuttosto che ciò che consideriamo male. Il secondo è derivato dall’iterazione sociale con gli altri individui del gruppo, e recita: «la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri», dove per libertà si intende la libertà di esercitare un diritto. E’ da sciocchi vivere nel rimorso e nel pentimento senza aver fatto nulla di male.

La Chiesa ha certamente giocato, e gioca tuttora, un ruolo importante nella definizione di cosa è giusto e sbagliato per le persone. Oggi i suoi precetti sono morali, un tempo erano anche giuridici: in epoche diverse, la Chiesa ha sostenuto posizioni fortemente intolleranti nei confronti degli omosessuali, arrivando a giustificarne la persecuzione (in altre occasioni i perseguitati sono stati atei, ebrei, scienziati, artisti ecc.). Si può parlare di colpa morale, ma non di colpa storica: in un’epoca in cui Stato e Chiesa coincidevano, la dottrina religiosa era a tutti gli effetti materia giuridica; e in un sistema giuridico che traeva le sue basi dalla distruzione divina di Sodoma e, come hai ricordato giustamente tu, dal concetto “Uomo e Donna li creò”, era nell’interesse della stabilità il perseguitare gli elementi destabilizzanti: gli omosessuali, gli eretici, Galileo Galilei. Il problema sorge quando si vuole importare un concetto giuridico medievale («gli omosessuali destabilizzano un sistema fino a farlo crollare dall’interno») nella società attuale.

Seconda precisazione: per malattia si intende qualunque alterazione dello stato fisiologico che riduca, alteri negativamente o elimini la funzionalità normale del corpo. La psichiatria è la branca della medicina che studia la patologia delle alterazioni della vita di relazione: in particolare l’autonomia e l’adattamento dell’uomo nelle condizioni della propria esistenza. Se queste alterazioni non esistono, per la scienza non c’è malattia di alcun tipo.

Il «problema» dell’omosessualità nasce dalla sua non accettazione: se a non accettarla è l’omosessuale, si finisce nel Gender Identity Disorder citato dal DSM IV; se è la società, o meglio una chiassosa parte di essa, si parla di omofobìa. L’omofobia non è considerata una malattia dell’individuo (la radice φόβος trae in inganno: in realtà differisce molto dalle fobìe studiate dalla patologia). L’omofobìa è considerata un fenomeno sociale, una «malattia» della società umana (alla stregua della xenofobìa). Essa nasce, come ho già detto, dall’eterosessismo, la convinzione che sia normale, naturale e sano scegliere un partner del sesso opposto, e che non farlo sia anormale, insano, innaturale (contro natura). Ma contro natura non è, perché in natura sono almeno 450 le specie animali in cui l’omosessualità è presente. Su alcuni siti cattolici ho letto una critica a questo statement dell'omosessualità animale: tra gli animali ci si sbrana, mica bisogna sbranarsi anche tra uomini. Proprio qui sta il punto: gran parte del male che l’uomo fa a se stesso e ai suoi simili è istintivo. L’uomo si «sbrana» con i suoi simili da millenni. Il diritto nasce per tentare di risolvere i conflitti umani in maniera non violenta, nella convinzione di apportare un vantaggio alla collettività. L’omosessualità, fino a prova contraria, è un comportamento umano che non arreca danno a nessuno.

Quando ci si ama, non può nascere niente di male: giusto?

Spero di aver spiegato il mio punto di vista in modo abbastanza chiaro e pacato. Sei hai intenzione di replicare, qui naturalmente sei il benvenuto.

Brainwash

Monday, January 23, 2006

Silvio reloaded

Saturday, January 21, 2006

Chi vincerà le elezioni?

Friday, January 20, 2006

Finalmente il programma della sinistra

Se ne sa ancora poco, a dire il vero. Anzi, si sa praticamente solo che Prodi non andrà a vivere a Roma.

Dedicato alla sinistra italiana che non ha voluto crederci

Le elezioni irakene dello scorso 15 dicembre hanno un risultato:
Hanno vinto gli sciiti, ma non hanno la maggioranza assoluta. Che bella democrazia quella irakena.. non hanno neanche la dittatura della maggioranza..

Altro che soduku (o come si dice)

Siete appassionati di giochini di logica?
Provate con questo. Vi farà dannare l'anima!

Nasce l'osservatorio permanente sul razzismo in TocqueVille

In seguito ad un post pubblicato in comune sui blog Daw e Right Nation, che titolava "L'omosessualità è una malattia?", sono emerse, da parte di alcuni iscritti a Tocque-Ville, delle posizioni fortemente intolleranti, talvolta ai limiti della discriminazione e del razzismo [per farvi un'idea, alcuni esempi: 1 - 2 - 3 ].
Molti blogger, sconcertati dall'estremismo di tali posizioni, si sono interrogati sul da farsi. C'era chi invocava l'espulsione immediata dalla comunità dei blogger interessati, e chi si appellava al liberalismo per difendere la libertà di opinione, sempre e comunque.

Questo blog nasce con l'obiettivo di setacciare i blog di Tocque-Ville ed i loro contenuti, alla ricerca dei migliori post riguardanti l'argomento della discriminazione, del razzismo, della violenza, dell'odio, dell'antisemitismo.

Lo scopo è quello di creare, tramite i commenti, un luogo di discussione aperto e civile.

Chi vuole aderire idealmente all'iniziativa può comunicare la propria adesione all'e mail thebrainwash@gmail.com, ed esporre sul suo blog i banner del sito [in preparazione!].

Ovviamente, spero fortemente nell'assoluta inutilità di questo blog, ma sono convinto che, nell'interesse di tutti gli iscritti a TocqueVille, è giusto che ci sia.

P.S.: Alla luce di quanto emerso da alcuni commenti, ritengo doverosa una precisazione: nessuno vuole mettere in piedi un tribunale. Lo scopo di questo sito è quello di raggruppare tutti i possibili punti di vista e commenti sul tema razzismo e discriminazione in un unico spazio, con lo scopo di dare loro più visibilità possibile all'interno della community. Questo verrà fatto con la convinzione profonda che non il battibecco a distanza, non l''omertà, non l'isolamento, ma il confronto serio, civile e ravvicinato, sia la vera strada per la libertà.

AGGIORNAMENTO/2: La dicitura "
post segnalati per contenere essi stessi argomenti razzisti, discriminanti, estremisti, o di incitazione alla violenza e all'odio." è stata eliminata. A ben vedere il compito di denunciare "questionable content" sta ai singoli blogger, cioè a tutti noi, sui nostri spazi personali. E' avvenuto così anche in qu-es-ti casi. Altrimenti, c'è il rischio tangibile che il giudizio spetti a tutti e la responsabilità a nessuno. Ovviamente continuerò con l'impegno che mi sono assunto: riportare fedelmente i post interessanti, dando più risonanza possibile sia ai contenuti che alla discussione.

AGGIORNAMENTO SEMISERIO: Sei io fossi Berlusconi domani Repubblica titolerebbe: «Clamoroso dietrofront del premier dopo la gaffe di ieri, rimprovero di Ciampi». A seguire le dichiarazioni di Fini: «Berlusconi non ci ha avvisati» e Casini: «Lasciamo gli spettacoli pirotecnici fuori dalla campagna elettorale», eccetera eccetera. Tra di voi ci sono molti berlusconiani, quindi so che non serve neanche che parli ;)

Thursday, January 19, 2006

Indichiamo la porta ai razzisti

Rispondo a questo genio che mi da del "droite caviar / paladino dei pederasti / privo di coerenza", cogliendo anche l'occasione per dire la mia su un altro paio di cosette, ampliando un commento che ho fatto da Daw.

Prima tocca al genio, poi alle considerazioni. Oltre a Vandeaitaliana, ho invitato a leggere tutti i vandeoidi, quelli che "i gay soffrono perché non sono normali":
1) dovevi beccarti del razzista e invece ti sei preso dell'imbecille: ti è andata bene.
2) "[gli omosessuali] soffrono di una condizione che definire naturale mi sembra d'avanguardia". Se tu rappresentassi la destra, preferirei essere udeur-leninista (ma al massimo rappresenti te stesso, quindi niente udeur-leninismo).
3) a te deve sembrare d'avanguardia un po' tutto, dato che:
3a) attribuisci alle parole 'pederasta' e 'imbecille' il significato che avevano duemila anni fa
3b) sostieni tesi mediche alla "masturbarsi fa diventare ciechi/brufolosi/mastelliani" bocciate dalla scienza moderna (oltre che dal buonsenso, ma quello non si pratica con la stessa costanza), e sostenute ormai solo con argomenti da catechismo o da sudafrica dell'apartheid.
4) si può sapere cosa c'entra la tua passione per i manuali delle giovani marmotte con questo discorso??

Può bastare, nella remota possibilità che si faccia vivo. Ora passo le considerazioni:

Tocqueville è un aggregatore di blog liberali, NON un aggregatore liberale di blog. Segue (o dovrebbe seguire) le regole previste in tutti gli altri aggregatori: il divieto assoluto di operare a) atti illeciti, minatori, diffamatori. b) razzismo e altre forme di discriminazione.
Da questi punti fermi, possiamo dibattere sulla qualità di opinioni come queste e queste. Se stabiliamo che si tratta di apologia di razzismo, allora che si prendano provvedimenti. Se invece si tratta di una mera differenza di vedute, vale quanto ho scritto anche qui: per una semplice opinione diversa, non si prende il forcone e si scatena un pogrom.
Da Daw ho scritto "E' giusto denunciare posizioni intolleranti, ma è a sua volta intollerante cacciare chi le esprime. Tocqueville NON HA un pensiero unico, cercare di individuarlo sarebbe assurdo, esistono solo alcuni princìpi e una moltitudine di voci. Tocqueville funziona perché dà valore aggiunto alla discussione, all'iterazione tra i singoli blog. Qualcuno dice cazzate? Gridiamo il nostro sdegno, ma spieghiamo anche le nostre ragioni. Non mi sembra che i post omofobi siano stati aggregati in homepage, e allora perché questi istinti forcaioli e scissionisti?". Aggiungo, per chiarezza, che vale quanto ho detto all'inizio: a scrivere le proprie opinioni si può risultare, talvolta, intolleranti - contro gli udeur/leninisti, ad esempio ;) - ma cosa diversa sono il razzismo, la discriminazione, che sono inaccettabili.

Perché è giusto così

19/01/06

Perforare il mio sonno

Sono ubriaco
ho il raffreddore
come al solito
gioco a basket
con la mia vita del cazzo
teorizzo finali
sogni a occhi aperti
grandi occhi
come un canguro
e nel marsupio tengo
sogni scemi
come sono scemo io,
che ancora credo ai
fantasmi
in fondo siete fantasmi
tutte voi
con le vostre dita adunche
nella notte a perforare
il mio
sonno.


19/01/06

Poesia di merda

E ascolto musica
illudendomi di essere sveglio
di essere mai stato sveglio
ascolto musica come
un coglione
e mi emoziono
piango / rido
– che scemo
spero di ricavare dei soldi
da questa poesia di merda
per permettermi di ricamare
con merletti di rugiada
la mia tomba
nel bosco – i ricordi.


19/01/06

Sono fregato

Bevo da una bottiglia mignon
sembra deforme
risveglia complessi, questa
bottiglia
ambrata, con i suoi tre pini
sull’etichetta
sto raccontando della mia bottiglia,
non ci credo
ma che mondo mi sono costruito,
che vita da cane
che elogio sperticato
per qualcosa che non esiste
perché non lo so far
esistere.


19/01/06

Niente

Sono nel giusto ad essere crudele
perché crudele è il mondo
l’ho imparato per assurdo nei
momenti felici
in cui le edere si avvinghiano sul cuore
e scopriamo di essere noi i colpevoli
del nostro male
pazzi! ma che ci facciamo in giro
siamo pazzi e molto, la
vita ci irride, ci disprezza
non so che farmene di me stesso
ma è tutto quello che mi fanno portare con
me
ho paura di distinguermi / di sparire
faccio il duro / ma in fondo nemmeno esisto
triste destino
essere crudeli
per una fiammata di
niente.


19/01/06

Il palco non cade!

E voglio scrivere ancora
come sul fiato di un’ispirazione/musa/droga
magari non ho niente da dire
pensate: riesco a smascherare il trucco
con cui inganno me stesso ma
il palco non cade
dio sai il fatto tuo, non posso
che riconoscerlo e magari – che stanchezza
bruciare questo attimo di accettabile
assenza in un sogno proletario –
sognare di lavorare, o cose del genere
non posso permettermelo
un ragno mi incolla alla riga,
alla pagina, alla donna, al
coraggio, al Dovere, a tutto ciò contro
cui mi batto. Mi batto? O forse,
grato,
vengo battuto.

(c) Brainwash 2006

Le vacanze di Natale, in estrema sintesi

Wednesday, January 18, 2006

Meriggiare pallido e assorto...

"Ed ecco che la Droite Caviar ,che vuole spodestare dai salotti la Gauche Caviar,ne scimmiotta i metodi.
Infatti, a corto di argomenti,cominciano a dar segni di nervosismo ed a insultare.Ricorrendo poi ad un termine che ,se vogliamo potremmo definire razzista,derivando dal latino "imbecillus",debole mentalmente ma anche fisicamente.Ecco quindi che il liberale/libertario Brainwash,paladino dei pederasti (pais-paidòs ed erastès, parole greche che ci illuminano...) si dimostra privo di coerenza,prendendosela con un imbecillus come il sottoscritto probabilmente degno,nella sua visione ampia delle cose,di essere gettato sul rogo modernista.
Venendo a cose serie,sempre che interessino a questo colto liberal-libertario ,
naturalmente la cura si riferisce a coloro che soffrono di una condizione che definire naturale mi sembra d'avanguardia.
E per quanto concerne la sofferenza,basterebbe chiedere notizie a Zeffirelli,che mai andrebbe a mischiarsi con Grilli e Grillini.Il regista ,Cattolicissimo,ebbe a dire,anni fa: "Gay ? Ma che bischerate son codeste,cos'abbiamo da essere allegri ?"

E molti omosessuali che conosco sono d'accordo con lui. Ma non perchè siano discriminati,perchè anzi sono una categoria molto ricercata dal Mercato:generalmente benestanti,spendono molto per vestiti e viaggi. Ma per la loro condizione ,che non porta ad una procreazione naturale. Come afferma anche Dolce (o Gabbana,non li distinguo mai),favorevole ai PACS ma che ammette le proprie sofferenze.

Sempre concludendo per il nostro colto mentore,parlando d'altro: conosce la differenza tra Revisionismo e Negazionismo ? Tra antisemitismo ed antisionismo ? Per inciso,chi mi conosce come Starsandbars/Vandeaitaliana (tra i Link ho "Le nostre Radici",sito di dialogo ebraico-cristiano)conosce la mia passione per l'Antico Testamento,per il Talmud e per i Nostri Fratelli Maggiori .Ma schierarsi (DECISAMENTE) con Israele come il sottoscritto può anche ammettere di criticare il sionismo . Così come schierarsi (DECISAMENTE) con l'America di Bush come il sottoscritto può anche criticare certe forme di capitalismo.
Ma mi accorgo d'esser uscito dal seminato.."

DOPO TI RISPONDO COME MERITI, VANDEAITALIANA

Un tranquillo weekend di paura

Effettivamente non c'entra niente il weekend, è successo ieri sera. Da queste parti ha nevicato.

Ingredienti:
* n. 1 Honda CRV 4x4 (v. foto)
* n. 1 Piazzale innevato
* n. 1 Cellulare con videocamera
* musica da bifolchi (m2o)
* differenziale scassato (il sìbilo copre persino il rumore del motore)
* profondo disprezzo per anni di educazione stradale
* rimpianto per non aver avuto dietro la videocamera in tante occasioni ben peggiori
* proposito di portarla sempre con sè in futuro


DISCLAIMER: deboli di cuore, oxfordiani e cattolici praticanti astenersi!
Guarda i video: 1 e 2 (se non riuscite a visualizzarli, scaricate quicktime 7 da qui)


Cina & Brainwash
PS. A breve anche la versione con soundtrack boaro!

Parliamo un po' degli ebrei

Da "La difesa della razza", 18 gennaio 1938

Estratti di affermazioni riguardanti i cittadini di razza ebraica e il matrimonio tra ebrei e ariani, riguardanti la domanda "I giudei sono normali?":

"... squallido progetto di dare una regola di stato alle “unioni” tra ebrei e ariani"
"
... storicamente il giudaismo ostentato e praticato in modo diffuso è stato l'anticamera delle cause che hanno introdotto elementi destabilizzanti nella integrità dei costumi e che hanno portato al crollo di imperi secolari ..."
"...
se la situazione degli ebrei fosse così pacificamente “normale”, la questione non sarebbe [...] oggetto di discussioni e ripensamenti"

"circa un terzo dei pazienti di razza giudaica, che si sottopongono a un’idonea terapia riparativa, guarisce"

"Sono padre di un ragazzo ex-giudeo. Ora convertito e guarito da quella condizione transitoria grazie alle cure di uno psicanalista. Cosa che dimostrerebbe lo stato di malattia di questa condizione. Ora mio figlio è ariano e sereno; non lo era ai tempi dei suoi rapporti con la razza giudea. Che lo rendeva triste, depresso e confuso."

"Quindi un giudeo-o razza eletta come preferite chiamarvi -del tutto sano, a mio parere non lo è. Comincio a farmi venire qualche dubbio e a pensare che abbia qualche gene alterato. Altrimenti come chiamiamo gli ebrei? diversamente abili -come gli handicappati-? ma diversamente abili a far cosa? a prenderci i nostri soldi?"


La data è fittizia, le frasi sono ricopiate dal post precedente, solo che alla parola "omosessuale" ho sostituito la parola "ebreo", "guideo". Ma potete fare l'esperimento di sostituirla con altre parole: zingaro, cattolico, eretico, negro, pellerossa, ecc. Il risultato è sempre lo stesso: raccapricciante. Per carità, non mi prenderò dell'illiberale (di questi tempi è nell'aria) chiedendo per i responsabili di quelle frasi l'isolamento, l'allontanamento, il boicottaggio. Che questi signori esprimano pure le loro opinioni liberamente, ogni volta che gli pare. Saranno sempre bene accette. Se mi sono permesso di riportarne alcune (senza commenti) è perché sono convinto che si commentino da sole.

Tuesday, January 17, 2006

Elogio un po' naïf degli intolleranti di Tocqueville


Rubando un'espressione a Camillo, si potrebbe definirli brillanti intellettuali del tredicesimo secolo. Non fraintendetemi: il tredicesimo secolo fu un secolo elettrizzante: il tempo di Barbarossa e della Magna Charta, nonché l'epoca in cui l'Europa divenne completamente cristiana, riuscendo finalmente a proibire il divorzio, che prima di allora era tollerato. E' proprio dal divorzio che voglio iniziare. Il divorzio è una delle conquiste più difficili nel campo dei diritti civili dal dopoguerra ad oggi. In un paese in cui il cattolicesimo era religione di stato e la società era ancora estremamente maschilista, fu già tanto arrivare alla 898. Era da poco finito il '68, il movimento femminista stava acqistando autorevolezza, c'era una bomba alla settimana. La legge, proposta da alcuni socialisti e dai radicali, venne subito osteggiata dalla Cei (con toni molto più pacati di oggi, a dire la verità), che invocò il referendum. Quasi il 60% dei votanti confermò la legge, tra cui alcuni cattolici illustri. Bene, in Italia trentasei anni dopo la legge del divorzio, trentadue dopo il referendum che l'ha confermata, e ventidue anni dopo la fine della religione di stato, divorziare è ancora una pratica lunga (almeno tre anni) e costosa.
Divorziare costa, ma sposarsi è ancora più costoso, almeno secondo la consuetudine popolare: gli abiti, il pranzo, il viaggio di nozze, la casa in cui andare a vivere insieme. Si tratta di capitoli di spesa che negli anni non hanno fatto che aumentare (pensiamo alla casa). Dato che ad avere le spalle abbastanza larghe in giovane età sono in pochi, gli anni di convivenza aumentano, così come l'età a cui ci si sposa. I vantaggi del matrimonio, che sono un diritto costituzionale, non sono quindi alla portata di tutti. Ci sono poi le coppie omosessuali, persone normali sotto tutti gli aspetti (sebbene qualcuno si ostini a chiamarli malati) che pur conducendo una vita di coppia a tutti gli effetti, sono preclusi da quegli stessi diritti, in contrasto con l'articolo 3 del trattato costituzionale. Bene, leggendo fin qui vi siete magari illusi che oggi sia il 17 gennaio del 2006, quando in realtà siamo nel 1206.
Rightnation e Daw, sul loro blog di legno (essendo noi tutti nel '200, suvvia) si sono posti oggi una semplice domanda: "un omosessuale è malato, sì o no?". Questa domanda è servita a portare allo scoperto un'illustre scuola di pensiero, rappresentativa del tredicesimo secolo in cui abbiamo scoperto di trovarci. Le loro espressioni, riportate di seguito, sono vere perle di saggezza, leggere per credere:

"... squallido progetto di dare una regola di stato alle “unioni” omosessuali"
"
... storicamente l’omosessualità ostentata e praticata in modo diffuso è stata l'anticamera delle cause che hanno introdotto elementi destabilizzanti nella integrità dei costumi e che hanno portato al crollo di imperi secolari ..."
"... l’Oms ha depennato l’omosessualità dall’elenco delle malattie: per le pressioni delle lobby omosessuali"
"...
se la situazione degli omosessuali fosse così pacificamente “normale”, la questione non sarebbe [...] oggetto di discussioni e ripensamenti"
"...
che sia “malattia”, “perversione”, “anomalia”, è comunque un qualcosa che esula dalla naturale espressione dei normali istinti sessuali ..."
perle di Blacknights

"Ricerche scientifiche dimostrano che esiste negli omosessuali: a. un complesso d’inferiorità nei confronti del proprio sesso; b. una mancata identificazione con il modello del genitore del medesimo sesso. L’identificazione non avviene perché il genitore è "inadeguato", oppure perché il soggetto — bambino o bambina —, per aspetti caratteriologici suoi, indipendenti dal comportamento del genitore, non trova in lui quanto va cercando; c. un attaccamento infantile non consapevole al genitore complementare; d. un precoce condizionamento dovuto ad atti sbagliati e ripetuti a un punto tale da trasformarsi in abitudini"
"
Gli atti omosessuali possono rappresentare un’occasione di piacere sensibile, momentaneo e disordinato, ma non risolvono i problemi più profondi della persona e impediscono la sua vera realizzazione, cioè impediscono la felicità"
"
Perché vi sono omosessuali che desiderano rimanere nella loro condizione?
Anche molti tossicodipendenti e alcolizzati desiderano rimanere nella loro condizione."
"circa un terzo dei pazienti omosessuali, che si sottopongono a un’idonea terapia riparativa, guarisce"
"
L’uomo è un essere eterosessuale"
"La società deve avere rispetto, compassione e delicatezza verso le persone con tendenza omosessuale [...] la società deve fornire ogni sostegno per aiutare le persone omosessuali che vogliono compiere un cammino di liberazione dal vizio"
perle di Conservatore


"Mi sembra che le motivazioni che spingono a sostenere un rapporto contro natura siano alquanto speciose. Forse più per esibizionismo che per effettivo interesse, per essere "alal moda", che per effettiva necessità [...] se sentono il bisogno di esibirsi come a Roma o come nei gay pride, allora è qualcosa dentro di loro che non funziona. Non sarà una malattia, ma ci va molto vicino. Allora, piuttosto che assecondarli in questa deriva, non sarebbe meglio stimolare e finanziare le ricerche per trovare una cura all'omosessualità ?"


"P.A.C.S. : Pederasti Anti Cristiani Schiamazzanti."

"Sono padre di un ragazzo ex-omosessuale. Ora sposato e guarito da quella condizione transitoria grazie alle cure di uno psicanalista. Cosa che dimostrerebbe lo stato di malattia di questa condizione. Ora mio figlio è sereno; non lo era ai tempi della sua relazione. Che lo rendeva triste, depresso e confuso."
perla di ex-ulivoforever

"Parecchi psicanalisti concordano ancor oggi:solo il 10 % degli omosessuali è REALMENTE omosessuale; il resto sono curabili."
perla di Vandeaitaliana

Ce ne sono molti altri, troppi. Ora vado a cercarli.

AGGIORNAMENTO:
"é una malattia anche se può non essere considerata tale: a mio parere è un condizionamento mentale che si è formato con il tempo e che è molto difficile correggere"
perla di Clabre

"Sono malati di cazzo, ve lo dico io. Come le donne eterosessuali. Soltanto che per una donna è comprensibile e soprattutto naturale, mentre per un uomo è innaturale. Quindi un omosessuale -o gay come preferite chiamarvi -del tutto sano, a mio parere non lo è. Comincio a farmi venire qualche dubbio e a pensare che abbia qualche gene alterato. Altrimenti come chiamiamo gli omosessuali? diversamente abili -come gli handicappati-? ma diversamente abili a far cosa? a prenderlo nel culo?"
perla di etero act

"Si. O meglio più si che no. Una "malattia" della psiche [...] Quasi tutti coloro che si sono rivolti a Nicolosi [presidente della NARTH (National Associaton for the Research and Therapy of Homosexuality] hanno capito che cambiare è possibile e sono ritornati verso la loro vera natura di eterosessuali. Uno di questi è Richard Wyler che racconta la sua storia nel sito www.peoplecanchange.com"
perla di defra

RI-AGGIORNAMENTO (via Daw)

"scusa se commento nel post sbagliato, ma sono venuto a conoscenza dei tuoi post sui gay tramite un blog di un gay che però ha paura a confessarlo (è un po' intricato, lo comprendo).
Sono perfettamente d'accordo con te e con i pareri che hai riportato. Sembra che tutti per forza debbano accettare gli omosessuali, la tv è ormai invasa da loro, se non li accogli a braccia aperte sei matematicamente nazista..."
perla di oggi

La storia prosegue qui.

P.S. A tutti coloro che si sono sentiti offesi perché ho riportato i loro post in questo spazio: se vi vergognate di quello che avete scritto, la prossima volta fate a meno di scriverlo.

Una patria di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori.

Una donna ha tenuto segregata in bagno per trent'anni la figlia handicappata, perché se ne vergognava. Mangiava gli avanzi da una ciotola e saltuariamente veniva lavata sul balcone con una canna di gomma. Persino il cane godeva di un trattamento migliore.

Top 5 referrers di dicembre

5) "borghezio devi morire"
4) "silenziare un'arma"
3) "prove colpevolezza berlusconi mafia"
2) "fottere euroclub"
1) "Scopare puttane gratis"

Monday, January 16, 2006

Non sono i Pacs il problema della famiglia italiana


Perché pensando ai Pacs (patto civile di solidarietà), viene in mente solo Zapatero? Anche in Gran Bretagna, il paese più moderno d'Europa, le coppie di fatto godono di riconoscimento giuridico, e quindi di diritti civili uguali a quelli delle coppie sposate. Nei paesi scandinavi poi (cioè quelli in cima alla graduatoria per qualità della vita), è realtà da decenni. Anche Bush, pur contrario al matrimonio, è a favore del riconoscimento.
Io sono contrario al matrimonio civile tra omosessuali in Italia. Non perché sia giusto o sbagliato in sè (per me è giusto), ma semplicemente perché la società italiana, a mio modo di vedere, non è ancora pronta. L'Italia ospita la Chiesa cattolica e con essa è legato da profonde radici storiche e culturali. Questa interconnessione tra stato ed entità temporale ha sicuramente giovato molto al nostro paese, ma sta di fatto che in tutto il mondo occidentale se Ruini parla non importa niente a nessuno, mentre da noi ogni parola viene pesata e finisce per trovare posto in qualche agenda politica.
La chiesa (che rispetto, pur essendo laicista) esprime i suoi timori sul destino della famiglia, ma sbaglia in pieno quando indaga la causa di questi timori.
Penso che la famiglia italiana sia effettivamente in pericolo. Ma la colpa non è delle unioni civili. Quelle sono lo spettro che ci viene agitato davanti per distogliere la nostra attenzione dalla vera causa disgregante della famiglia e di conseguenza della società. Un male terribile, drammatico, radicato: i genitori, ai figli, non insegnano ad affrontare i problemi. Fanno finta che non ci siano e basta, con l'illusione pericolosa di rendere le loro vite perfette. Sbagliato: i guai nella vita prima o poi (ma di solito prima) si incontrano, e se si ha una famiglia alle spalle è tutto di guadagnato.

Sunday, January 15, 2006

Tony goes UN

Via 1972, quello che è appena diventato un sogno.

Saturday, January 14, 2006

Torjeteje er vino!

"Piovono critiche su Silvio Berlusconi dopo il bluff delle rivelazioni sul caso Unipol e la gaffe della visita in procura. Alle finte rivelazioni è seguita una pioggia di smentite. Durissimi due imprenditori [due a caso, ndBW]. Carlo De Benedetti: «Ho trovato l'iniziativa di Berlusconi un'indecenza istituzionale e un eccezionale autogol. Per cui lo ringraziamo». Diego Della Valle: «Sceneggiata di quartissimo ordine. Non vedo l'ora che vada a casa». Anche gli alleati prendono le distanze. Maroni: «Una nota stonata, poteva risparmiarsela». Casini: «Altro che avanspettacolo: dobbiamo dire la verità agli italiani»."

Da l'Unità.

Friday, January 13, 2006

POST DI SERVIZIO

Ci ho messo dieci minuti a fare la bandiera qui a fianco, e mezz'ora per cercare di postare sui commenti di Kagliostro per dirglielo. Stanco e demoralizzato, mi rassegno a scriverne qui nella speranza che qualcuno lo avvisi.

Barche, banche, consorterie

Sullo scontro Berlusconi-D'Alema si giocano i risultati delle prossime elezioni. Sarà la débacle del presidente DS o l'ennesima gaffe politica del premier? Spero che Silvio sappia quello che sta facendo. E intanto Prodi dov'é? Dove sarà nei prossimi cinque anni: a casa sua.

Thursday, January 12, 2006

Così muore un italiano



Riprendo da Valeforn, allo scopo di propagare, propagare, propagare, il link a questo sito. La Gulliver's band, sconosciuta (ma gli auguro molto successo) ai più, ha inciso una canzone in cui ricorda Fabrizio Quattrocchi. Chissà perché non ci sono arrivati prima Jovanotti o De Gregori..
Da ascoltare e linkare.

Wednesday, January 11, 2006

La questione morale e il Reagan italiano

Non ci vuole un genio per capire qualcosa di questa "questione morale" dei DS.
Una volta c'era il Pci, i cui militanti venivano indottrinati a suon di Stalin e rivoluzione. I nemici erano i borghesi, parola che vuol dire tutto e niente, ma che grosso modo indica "chi c'ha i sordi". I militonti dell'epoca erano contro lo stato e il capitalismo, per un mondo più giusto bla bla. Quello di cui non si accorgevano era che il Partito in quel sistema politico ci era dentro e doveva in qualche modo mantenersi. Insomma di soldi ne maneggiava parecchi.

Quando De Nicola andò in America a firmare le cambiali del piano Marshall, con cui l'Italia si è ricostruita e ha costruito il benessere, venne posto un veto politico ben preciso: se i comunisti avessero vinto le elezioni, i capitali USA sarebbero stati ritirati. Fortunatamente il "Fronte Garibaldi", tentacolo del PCUS in Italia, non vinse allora nè mai. La storia punì la sua dottrina e polverizzò il suo principale sostenitore straniero, ma lasciò sostanzialmente intatto quello che era il più grande partito comunista del mondo libero.
Se non diventarono mai maggioranza di governo (non in senso stretto almeno), i comunisti si diedero da fare per conquistare tutti gli altri centri di potere, collaterali e complementari al governo: magistratura, giornali, televisioni, scuola, sindacati ecc., cioè le "trincee e casematte del potere" indicate profeticamente da Gramsci: avendo in pugno queste, si ha in pugno la società civile.

Quando il rubinetto a Mosca venne chiuso, i comunisti avevano pronti sistemi di finanziamento alternativi: qualcuno dice le cooperative, ma erano in generale i centri del potere rossi a sostenere un Partito che ha dovuto barattare la sua ideologia con il potere: un sistema amico, quando non connivente. Tangentopoli forse non fu eterodiretta contro gli avversari, ma il blitzkrieg del pool di Milano colpì dove l'illegalità era più evidente (a destra) risparmiando l'illegalità occultata negli insondabili meandri della fitta rete creata in quarant'anni intorno al PCI.
Oggi si scopre che a sinistra nel capitalismo ci sguazzano, e da tempo. Io non mi stupisco, anzi dico: fanno bene. Non si diventa forza di governo con la Banca Etica e altri giocattolini buoni solo per i militonti.

Il problema è un altro, e si pensava che riguardasse solo la destra: la comunicazione con la base
. Silvio non riuscirà a far entrare in testa ai suoi elettori che il governo ha fatto 1.254.849,6 provvedimenti, ognuno importantissimo, ma a sinistra (in particolare nei DS) è ancora peggio.

Si sono scordati di spiegare ai militanti le scelte (giuste) che hanno fatto dopo il nove novembre ottantanove e l’otto dicembre novantuno. Adesso capite cosa gli hanno dovuto raccontare alla base dopo l’undici settembre duemilauno... mica potevano spiegargli dieci anni di storia in un colpo, no? Ci sono diessini che Occhetto ancora lo odiano. Sarebbe stata troppa realtà in un colpo solo. Non è la dirigenza DS ad aver perso la verginità, sono i militanti a scoprire di essersi fatti inculare. Ora è un bel guaio, altro che questione morale.


PS:
La società italiana in larga parte non è ancora emancipata dal pensiero dominante comunista. Berlusconi avrà i suoi difetti, alcuni dei quali li ha trasferiti alla politica del suo movimento e della sua coalizione. Ma contro le casematte del potere comunista ha forse fatto più di chiunque altro: con le sue televisioni, con le sue case editrici, con le sue aziende. E' liberalismo all'Italiana, lontano dal modello (e sottolineo modello) anglosassone, ma è liberalismo. Berlusconi non è la Thatcher, non è Reagan. Ma i geni ce li ha. Diamogli tempo.

Post di servizio

Tuesday, January 10, 2006

Che mica sono gli unici in grado di usare Photoshop

Pane al pane, vino al vino (e comunisti ai comunisti)
















"Il caso di Fabrizio è emblematico di un approccio ignobile e infame di chi, pur di negare l'evidenza dei fatti, è arrivato a screditare e ingiuriare un italiano perbene che, proprio in punto di morte, ci ha offerto un attestato di eroismo che gli fa onore e di cui siamo fieri."
Magdi Allam sul Corriere di oggi

Lo scandalo delle leggi ad personam

Altro che liberale! Altro che averci rimesso andando al governo! E' una vergogna, una porcata! Sapete tutti dello scandalo delle leggi ad personam: Berlusconi è entrato in politica con l'unico scopo di fare i suoi interessi e quelli dei suoi amici. E' tutto vero! Oltre ad aver condonato i suoi illeciti fiscali (orrore!), il premier ha risparmiato (doppio orrore!) svariate decine di minuti scaricando il modulo online, come permettono (orrore infinito!) una serie di provvedimenti del governo sulla digitalizzazione della burocrazia.
Ma non è finita qui: sembra che Berlusconi abbia rivelato di voler passare le vacanze a Lione nel 2011 e di voler ricoprire la tratta da Milano alla città francese in treno, possibilmente in fretta. Ecco il perchè della Tav! Nuovo scandalo, nuovo conflitto di interessi.
Non è francamente accettabile, che in un paese comunista come l'Italia, il capo del Governo usufruisca delle leggi valide per ogni altro cittadino italiano.
Capito Berlusconi? Non lavorare, non mandare i figli a scuola, non usare la macchina né il treno. Già che ci sei resta chiuso in casa, che se apri la porta c'è il conflitto di interessi perché magari te la sei montata da solo.

PS. Non c'entra niente, ma ecco un esempio di possibile politica estera dell'Unione (sic): l'unanime opinione su Cuba dei DS e del Pdci.

Peccato non lo aggiornino più

E lasciatemi lavorare


Ricevo da Valeforn l'invito a partecipare al bellissimo (?) giochetto del momento, dietro a cui secondo me si nasconde un diabolico disegno volto a fuffizzare TocqueVille e a paralizzarne i lavori, ordito da qualche simpatizzante dei politici dell'Unione (politici + Unione = Unipol ;). Dunque, ecco rivelati alcuni degli agghiaccianti retroscena della vita di Brainwash:

1) Mi alzo sempre il più tardi possibile, cercando a tal fine di meccanizzare e deumanizzare le operazioni post-risveglio (per risparmiare secondi preziosi). Inoltre sovente dormo senza cuscino, nuoto in giro per il letto, senza luce non mi sveglio.

2) Scrivo per almeno due ore al giorno (soprattutto prosa, poesie, offese sul blog di valerio ;)

3) Considero, e la cosa è radicata nel ventre più profondo del mio ethos, la materia di studio universitaria come necessariamente secondaria, dedicando almeno lo stesso tempo a studiare altro.

4) Adotto i trucchi mnemonici più strampalati e fallimentari per ricordarmi i nomi delle persone che mi vengono presentate. Non c'è niente da fare, per i nomi non ho memoria. Con le ragazze, ad esempio, è un problema, ma solo in parte: da un lato sono diventato bravissimo a farmi ridire il nome senza destare sospetti (o a usare espressioni sostitutive), dall'altro... se una ragazza mi piace, il nome me lo ricordo :P

5) Sono troppo curioso: se vado su internet per cercare un numero di telefono sulle pagine gialle, finisce che quattro ore dopo sono su Wikipedia a leggermi la storia del Brasile in tedesco, e il guaio è che non mi ricordo neanche cosa dovevo cercare all'inizio..

Monday, January 09, 2006

Si ricomincia domani, che c'ho ancora i postumi



La tragedia delle foglie

Mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c'era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare
sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l'uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all'inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell'affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt'e due.

(Charles Bukowski)