...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Thursday, December 29, 2005

2006 o cce fai?

Qualche ora di riposo a casa, poi si riparte per capodanno. Botti, birre, tavola e pupe. Il tutto a meno venti, cercando di conservare qualche osso intatto ;-)

Toolbar di Natale (clicca per ingrandire):

Wednesday, December 21, 2005

Ma bbuon natale dde che? Stronzii!

Abbasso la serranda del blog con qualche giorno di anticipo, per sbrigare le ultime faccende: finirò di preparare i regali, espanderò la biblioteca, studierò e aggiungerò qualche pagina al mio libro. Quest'anno passerò il mio Natale qui, in compagnia di amici e parenti.
Vorrei ringraziare di cuore tutti voi che mi siete venuti a trovare, soprattutto in questi ultimi due mesi in cui ho cercato di postare con regolarità. L'anno prossimo si riparte con una decina di impegni nuovi, ma prometto che Brainwash terrà botta e continuerà ad essere aggiornato di frequente.
Vi faccio i miei più sinceri auguri, teste calde. Conservatevi intatti fino al trenta, almeno, che passerò di qui a fare un salutino prima di ripartire per capodanno :)

Je vous prie de croire, ma racaille, à l'assurance de mes sentiments les meilleurs.
Brainwash

PS. Un'ultima cosa poi vado: leggetevi questa su Gianfranco Funari da Leibniz.

Tuesday, December 20, 2005

Il fascino discreto di una diciannovenne completamente nuda


Più o meno un mese fa, ho avuto il mio quarto d'ora di divertimento facendo la parodia di Marynter, un blog veramente insulso (vedere per credere) ma che contava, fin dai suoi primissimi giorni di vita, un discreto numero di visite.
La tenutaria del famigerato blog in questione, scrivendo banalità enormi e incassando commenti di apprezzamento da parte di tanti malati della blogosfera, mi ha convinto a spernacchiarla per un po' su un blog creato ad hoc come fotocopia del suo: Maryjuve. Così, tanto per ristabilire lo status quo.
Perché prendersela con i più sfortunati, direte. Semplice: il motivo di tante visite, commenti e dichiarazioni d'affetto non aveva nulla a che fare con i testi pubblicati. Era la foto in alto alla pagina, con la sua scollatura ammiccante e la canottiera con scritto linkami, a convogliare su marynter le suddette orde di bavosi.
L'esperimento mi ha divertito e ha fatto dannare l'anima a qualcuno (perdonatemi ;-), così dopo una settimana ho chiuso la baracca e ho reso noto che ero io il deus ex machina dietro alle tettone di maryjuve.

Questa premessa era per farvi capire che sono persona informata dei fatti riguardo al potere delle tette in internet. E dato che state fremendo per sapere chi è la ragazza della foto qui sopra, vado al sodo.

Boh. Non ho idea di chi sia veramente. So solo che si nasconde dietro il nick "pupa" e da un paio di mesi tiene un blog dal nome evocativo: Stripblog, in cui scambia commenti in cambio di foto sempre più succinte. Avete capito bene: raggiunti i cento commenti, ecco un nuovo post e una nuova foto, con qualche angolino di pelle in più della precedente.
Il suo scopo, dichiarato nel primo post accanto alla prima foto con tutti i vestiti addosso, è diventare in poco tempo una blogstar, senza la noia di scrivere qualcosa che la gente abbia voglia di leggere.

Ci sta riuscendo. Com'era prevedibile, arrivano puntuali i commenti di centinaia di foruncolosi quindicenni e frustrati quarantenni, tutti in fila a elemosinare il numero, l'e mail, uno straccio di appuntamento. E poi i giornali, i gossipari professionisti dei portali, i soliti blogger bacchettoni con i loro "bleah", "è uno scandalo", "dove andremo a postare di questo passo"...insomma quelli che poi non si perdono un post.

L'idea non è infelice, anzi (astenersi quelli che il corpo come merce bla bla). Sbagliato dire che si tratta di pornografia. E' di più: è iconolatrìa. Ugualmente sbagliato dire che il fenomeno di "pupa" sarà di breve durata. Durerà invece il tempo per cui si vorrà farlo durare, e non solo: le orde di bavosi che si stringono nei commenti potrebbero diventare un esercito. Un esercito con un unico, spietato comandante, e soprattutto preparato a compiere qualunque missione. Pensateci: "pupa" sta allevando schiere di ammorbati pronti ad eseguire gli ordini più strani pur di ottenere un'altra fettina di pelle: "Alle tre di notte del cinque gennaio, tutti in mutande in piazza del duomo a ballare, altrimenti niente foto!".
Ve lo immaginate? Io fin troppo bene. E aggiungo che tutta l'operazione stripblog, che sia veramente "pupa" a scrivere i post oppure no, ha qualcosa di inspiegabilmente geniale.

E dire che Brainwash quella volta si è spogliato completamente gratis...

Grillo fa 50.000 visitatori al giorno

E' il re incontrastato della blogosfera italiana, uno dei pezzi più grossi al mondo.

Qualcuno obietterà che un post con duemila commenti, di cui nessuno del titolare, è più che altro un forum; e che un forum in calce ad ogni articolo non fa un blog, ma si avvicina ad un Drudge Report, o tutt'al più a un Dagospia.

Qualcuno obietterà che forse, se un calciatore o una velina aprissero un blog, altro che cinquantamila visitatori.

Qualcuno obietterà che Grillo ha aderito al condono tombale, che è un evasore fiscale, che è stato condannato per omicidio colposo. Che è un becero demagogo di sinistra, un teorico del complotto, insomma uno con cui non si può parlare.

Non sono d'accordo. Resta il fatto che i numeri fanno di lui il numero uno. Cinquantamila, una cifra con cui è impossibile non confrontarsi.

Ho parlato di Grillo qualche giorno fa, spiegando come i suoi spettacoli siano sì banali e faziosi, ma come non tutti gli spettatori dispongano di know-how sufficiente ad accorgersene (e poi fanno ridere). Ho poi aggiunto che Grillo nei suoi show, un messaggio positivo lo fa passare: informarsi criticamente. Solo che non tutti portano il messaggio alle sue estreme conseguenze: cioé non fidarsi neanche di quanto dice Grillo stesso.

Tant'è. Sta di fatto che il blogger più letto d'Italia, che da poco ha lanciato una versione inglese del blog che sicuramente spopolerà, uno che sta, lui solo, finalmente sdoganando la parola "blog" presso il grande pubblico, sostiene opinioni contrarie alle nostre (intendo gli aderenti a Tocque-ville). E nessuno fa o dice niente.

Vogliamo stare a guardare, ora che abbiamo un avversario degno di questo nome?
E sappiate che dico avversario con profondo rispetto, come si deve ai crociati. Abbiamo un Beppegrillo, uno che fa politica sul serio, mica uno schizzinoso Gianlucaneri qualunque. Di più: uno che fa politica tramite un blog, come gli abitanti di Tocque-Ville.

Iniziamo ad interessarci come si deve alla questione, non liquidiamo quei cinquantamila come comunisti idioti e indottrinati. Non è la verità. In quei commenti c'è dibattito, e a qualcuno sembrerà assurdo, ma è più acceso che sui nostri.

PARTECIPIAMO.

Door to door, cheek to cheek

Ieri Silvio l'esuberante ha fatto bella mostra di sè a Porta a Porta, il popolare salottino presieduto Vespa e i Vespaioli. Il presidente del consiglio più simpatico della seconda repubblica non si è decisamente risparmiato nella sua vesperformance. Ha:

1) pronunciato l'avverbio "assolutamente" un numero offensivo di volte (almeno per la creatività linguistica del sottoscritto).

2) snocciolato una tale serie di cifre che per un momento ho creduto che stesse dando istruzioni in codice macchina al piccolo sistema operativo che è in tutti noi (o forse era una formula magica: a proposito, oggi mi sento... cambiato... Quasi quasi voto Forza Italia).

3) subìto lezioncine di moralità da Della Valle (From The Valley), batoste da Feltri (Felts), sguardi furbetti da Mannheimer (Secchio Umano) e palpatine rassicuranti da Vespa (Wasp).

4) promesso che affronterà il bollito (the boiled) sul vespa-ring, rigorosamente con vespa-arbitri, sempre così vespoliticamente-corretti.

5) vantato meriti in tale quantità che qui lo perdoniamo: quando la paraculaggine trascende la politica, è arte.

Poi dicono che non c'è il conflitto di interessi: ma se tutti i disgustati dal Vespa show hanno cambiato prontamente canale, concedendo un po' di share a una tiratissima puntata di Matrix?

E poi piangono il morto

Sembra che sempre più Università si stiano svegliando e inizino a vendere i loro gadget. Non solo magliette, ma anche accendini e profumi.

Questo è lo spirito giusto
. Mancano i finanziamenti? Fatevi aiutare dalla pubblicità! E' valido per treni (ne avevo parlato qui) navi aerei metropolitane università ospedali ecc.

Sempre che qualche anticapitalista duro e puro non si opponga a questa chiara commistione tra pubblico e privato...

Ma in fondo, quanti anticapitalisti ci possono essere nel 2005?

Monday, December 19, 2005

Fazio defeated

Antonio Fazio si è dimesso. I suoi amici o sono in galera o gli hanno voltato le spalle. Leggermente in ritardo, ma il governatore ha preso la decisione giusta. Il suo braccio di ferro con il governo, lungo tre anni, è spiegabile con una vecchia vignetta di Altan: "Se uno si dimette, la gente pensa: o è colpevole o è innocente ma non ha le palle. Se invece uno non si dimette, la gente pensa: o è innocente, o è colpevole ma ha le palle. Quindi, uno non si dimette."

L'unico augurio che mi faccio è che ora non si incolpi di tutto Fazio e la sua gang, per il bene del paese: è la nostra legge sul risparmio ad essere una groviera ignobile, poi si sa, l'occasione fa l'uomo ladro. Che il governo non la sostituisca in fretta e furia con una peggiore. Con le dimissioni pronte sul tavolo, ora l'esecutivo non ha più scuse.

Beppe Grillo è un fenomeno

Beppe Grillo è un fenomeno. L'avete mai visto esibirsi? E' fortissimo! Polemico, arrrabbiato, cattivo. Un "comico" (le virgolette tentano di esprimere la funzione sociale, o pretesa tale), che riesce a stare sulle palle a tutti i politici, non importa di quale schieramento. Il motivo di questo odio sta nella sua schiettezza, derivata da un fine calcolo economico: chi è paga il biglietto d'ingresso ai miei spettacoli? Quei quattro politici ossessionati dai sondaggi? O la massa muggente, lì sotto nella prateria? Meglio inimicarsi il Palazzo, anzi fare di questa inimicizia la propria bandiera, e cavalcare l'aura di epurato di platea in platea. E' il popolo bue, nelle stalle e nelle pampas, che si mette in coda per abbeverarsi al suo stagno. Non i cowboys di Montecitorio, di via Nazionale, di via Montenapoleone.

Rispetto Grillo e la funzione sociale (o pretesa tale) che svolge. Io e lui abbiamo due visioni diametralmente opposte della vita e della società umana. Grillo durante i suoi spettacoli cerca di educare la gente alla sua fede, di dirigerla, di svegliarla. Crede fortemente nella capacità educatoria del palco, crede nel samaritanesimo di piazza, nell'edulcoratizzazione della massa, operata dal comico-dottore, paladino della lotta al malgoverno (o preteso tale).
Io sono dell'idea che se uno è stupido (dove la stupidità è intesa come "non saper vivere", e non mi venite a dire che chi non c'ha i sordi è pecché non ha rubbato) si merita tutto ciò che gli capita a causa della sua stupidità.
Grillo no, della massa cerca di afferrare il nucleo pensante (o preteso tale) e scuoterlo, farci entrare il buonsenso, lo spirito critico, la passione.

Passione ne raccoglie tanta, alla sua blog-corte. Spirito critico pochino, buonsenso forse, ma tacitamente: chi coglie il grande messaggio di Grillo non lo va a sbandierare sui commenti del suo blog, se lo tiene per sé, coccola il concetto nel silenzio della sua testa, come un Sampaolo folgorato sulle vie che da Saxa Rubra e Cologno Monzese conducono alla roccaforte telematico-teatrale su cui costruire la propria celebrità.
E Grillo la sua celebrità se la gode ma la usa anche a fin di bene (o preteso tale: diciamo che la usa per un fine qualsiasi, che a vedere i tanto celebrilesi italiani è già questa una novità sensazionale).

I suoi spettacoli possono far incazzare: anzi, devono far incazzare. Ma a questa conclusione ci si arriva dopo, quando ormai si è incazzati. Nessuno può essere completamente d'accordo con Grillo, il quale si contraddice volontariamente, inculca un'ossessiva utopia di perfezione nello spettatore, facendo sì che questo lo innalzi a livello di divinità dell'olimpo. Il dio Grillo, che combatte i soprusi, che indica la strada, che ricorda a tutti il loro diritto ad essere perennemente insoddisfatti.
Ovviamente, lo spettatore informato (nonché il blogger medio, cioè lo zero virgola niente della pop. it.) non si incazza con Grillo, ma per Grillo. Il cui metodo di evangelizzazione delle mandrie consiste nello spiegare loro cose che potrebbero tranquillamente scoprire da soli, se volessero. Ma la mandria muggisce di piacere solo quando è Grillo il polemic-scout a preparare loro la pappa, a presentarla magicamente in salsa di complotto, in cui tutto acquista più gusto.

E via a raccontare di blog, di skype, di presunte trame ordite dalle lobby (sbadiglio) con lo scopo di tenere all'oscuro il cittadino medio. Il quale all'oscuro non sarebbe, se si interessasse un minimo alla realtà extra tette-vip-bonolis. Ma il quale all'oscuro resterà a vita, perché appunto non raggiunge quel buonsenso di cui dicevo sopra: cioè informarsi, pensare con la propria testa, non credere a nessuno. Neanche a Beppegrillo.
E Grillo si crogiola nei suoi panni di informatore e agitatore delle masse. La sua coscienza è a posto a fare il sassolino nella scarpa del sistema. Anche se il sistema non esiste, ma in fondo Grillo non vuole veramente dare la sveglia alla mandria, gli basta radunarla intorno al suo stagno, rubarla agli altri cowboys, farsi il suo allevamento e cavalcarlo con il sole in faccia.
Grillo è un Vate, scrive azzeccandoci La pulce di Voltaire. Aggiungo che è un vate poco incline alla poesia e un po' trash, ma è l'Italia ad essere cambiata.

Grillo è anche un po' filantropo, un uomo col dito puntato alla luna perennemente circondato da gente che guarda affascinata il suo dito. Non fatevi ingannare dalle solite sparate anti Berlusconi, anti Bush, anti guerra, anti tutto. Fanno parte del suo repertorio. Grillo è un artista, non conta tanto quello che dice, quanto le piroette mozzafiato che fa compiere ai suoi animali.

Sunday, December 18, 2005

Borghezio? Una persona ripugnante

Mario Borghezio non è una brava persona. E' uno la cui posizione nella mia scala delle preferenze politiche è insidiata da Mahmoud Ahmadinejad, per capirci. Quando è diventato europarlamentare ho pensato: bene, per un po' le sue sciocchezze le va a dire a Strasburgo. Borghezio è il simbolo della peggior politica italiana: cieca nel suo massimalismo antidemocratico , imbarazzante nel suo malinteso virilismo territorialista, deleterio nelle sue posizioni xenofobe e razziste. Una vergogna per il paese, ma soprattutto per il nord, e per la sua città, Torino.

Cito, per chi avesse l'alzheimer, alcuni episodi significativi della sua militanza politica nella Lega: nel 1993 è stato condannato a 750.000 lire di multa per aver picchiato un bambino marocchino; nel 2000 ha dato fuoco ad un dormitorio di immigrati: punito con due mesi di carcere, poi diventati una sanzione di 3.000 euro; sempre al 2000 risale il famoso video che ritrae Borghezio su un treno mentre spruzza detersivo sulle facce di due nigeriane con l'intento di "disinfettare lo scompartimento".
Prima, bazzicava gli ambienti della destra estrema e antisemita. All'epoca difendeva il fondamentalismo islamico, oggi lo combatte (anzi, combatte tutto ciò che con l'Islam ha a che fare).
Potrei citare qualcuna delle sue frasi famose contro gli immigrati, ma preferisco evitare di sporcare questo blog con simili affermazioni.

Ieri, Mario Borghezio era a Torino, dove ha partecipato al fianco di notavini e rifondaroli alla manifestazione indetta contro l'alta velocità in Val di Susa.
Durante il viaggio di ritorno in treno, tra Torino e Milano, è stato riconosciuto e malmenato da una ventina di no global, che hanno sopraffatto anche la scorta.

Per quanto mi ripugni l'aggredito, come persona e come politico, il mio atteggiamento non può che essere di ferma condanna dell'aggressione e degli aggressori. Niente può legittimare un linciaggio, punto.
Nessuno merita di venire fermato per strada e aggredito: nè i bambini marocchini nè gli europarlamentari razzisti. Non penso, come qualcuno, che Borghezio non non ha meritato l'aggressione ma doveva quantomeno aspettarsela: si tratta di discorsi da forcaioli travestiti da benpensanti.

La verità è che i no global sono comunisti perchè quello è l'unico regime in cui non sarebbero i primi a morire. La verità è che Borghezio è una persona deplorevole. La verità è che non dovremmo concedere a queste persone tutto lo spazio che si prendono.

Saturday, December 17, 2005

La verità su Ustica

CROLLA IL MURO DI GOMMA
di Paolo Guzzanti

"Assolti. Ma quanti dei nostri lettori sanno che l'aereo di Ustica esplose e si inabissò per una bomba a bordo? Pochissimi, perché la disinformazione ha lavorato senza tregua, sicché in ogni bar e tram cittadino tutti vi parleranno del missile che non è mai esistito. I missili che esistono davvero distruggono gli aerei esplodendogli a breve distanza disintegrandoli con un diluvio di schegge. Invece, l'aereo di Ustica è stato ripescato in pochi pezzi nei precisi luoghi in cui il calcolo matematico dell'esplosione diceva che fossero.
Niente cattivi americani, dunque: nessuna demenziale battaglia aerea ma soltanto un delitto di strage che nessuno ha mai indagato e tanto meno punito."

[CONTINUA SU IL GIORNALE]

Friday, December 16, 2005

Scandalo Antonveneta: indietro i soldi

Fatti:
Gianpiero Fiorani è in carcere da mercoledì con l'accusa di aggiotaggio, insider trading, ostacolo all'attività di vigilanza, falsa dichiarazione e associazione a delinquere. La procura indaga su un "tesoro" di 70 mln di euro distratto sotto forma di commissioni aggiuntive dai conti dei correntisti di BPL/BPI.

Considerazioni:
1) Qui non si vuole paventare Tangentopoli 2, ma aggiotaggio e insider trading sono tra i reati più difficili da provare in giudizio, tanto che nel mondo finanziario vengono considerati da taluni come una forma di "vendetta".
2) I giornali devono vedere nel futuro, perché i loro editoriali sembrano scritti per il quinto anniversario della condanna di Fiorani, quando invece il processo non è ancora iniziato.
3) Qualcuno si dimentica di dirlo, ma con la (pessima) legge attuale, non è previsto alcun tetto massimo per i regali che il governatore di Bankitalia può ricevere da coloro su cui dovrebbe vigilare. Quindi baci, carezze e rolex possono essere moralmente deprecabili, ma normativamente sono ineccepibili.
4) Contesto l'assurdo meccanismo secondo cui se una banca ha sottratto commissioni dai c/c in misura superiore a quanto previsto dal contratto con il cliente, oltretutto non per errore ma sistematicamente, debbano essere i correntisti stessi a richiedere il rimborso, altrimenti non lo ottengono. Il che, in parole povere, significa le banche si tengono i soldi dei molti non informati o impossibilitati. Doppio raggiro.
5) Mai fidarsi delle banche.

I comunisti sul voto in Iraq

Iraq, undici milioni alle urne
Corriere.it

Zarkawi preso e rilasciato. Hanno votato in undici milioni
Repubblica.it

[niente]
L'Unità online

[niente]
Liberazione

[niente, tranne la vignetta di Vauro, intitolata Iraq: dubbi sul voto]
Il Manifesto

Thursday, December 15, 2005

3.900 blog per Letizia Moratti

Letizia Moratti ha ufficializzato la sua candidatura alla carica di sindaco del comune di Milano, e contestualmente ha lanciato il suo sito, www.letiziamoratti.it. La novità, presentata durante la conferenza stampa, è che il sito ospiterà tremilanovecento "blog", uno per ogni via di Milano.

La parola blog è stata messa tra virgolette, perché poi bisogna stare a vedere. A noi ancora sovviene il blog del bollito, chiuso dopo tre post per "mancanza di tempo". Comunque, la strada è quella giusta, complimenti a chi cura il marketing della ministra più contestata (a torto) della storia italiana.

Un dito medio macchiato d'inchiostro

Milioni di iracheni stanno sfidando in queste ore gli "atti di disobbedienza civile" a base di esplosivo organizzate dai compagni resistenti tanto applauditi dai nostri comunisti. Nelle città italiane campeggiano manifesti a favore di questi "resistenti", "partigiani", "eroi". I votanti? Certo che no: i resistenti.

I comunisti hanno sbagliato un'altra volta. Ci avevano parlato di petrolio, nuovo regime, governo fantoccio. Prima ancora sbandieravano un embargo USA nato per fare pressioni sul prezzo del petrolio irakeno che aveva ucciso dieci milioni di bambini. Avevano incontrato i ministri di Saddam, simpatizzato con suoi sostenitori . Poi avevano auspicato il "pantano irakeno", centomila morti, un nuovo Vietnam desertico che inghiottisse nelle sue sabbie più militari americani possibile. Avevamo inneggiato a nuove Nassiriya che punissero attraverso le vittime innocenti dei nostri militari l'odiato governo italiano. Avevano schernito le guardie di sicurezza rapite chiamandole mercenari, mentre uno di loro incontrava la morte con grande coraggio.

Avevano denigrato ogni giorno il sogno della democrazia definendolo non voluto, impossibile, illusorio. Ci raccontavano gongolanti di alleanze tra sunniti e sciiti in chiave antiamericana, di guerriglia con l'appoggio popolare, di un Bush clamorosamente sconfitto alle elezioni americane. Ora guardino queste elezioni, e si vergognino. Si vergognino i pacifinti, rifondaroli, diliberticidi, nogglobal, pessimisti per partito preso, sostenitori della resistenza irakena, intellettuali antiamericani dei salotti buoni, teorici del complotto, ecc.

Ora guardino questi indici macchiati d'inchiostro, e capiscano che sono puntati verso di loro. Anzi, ad essere precisi facciano conto che gli Irakeni abbiano rivolto loro il dito medio.

Wednesday, December 14, 2005

NO TAV (NOstalgici Treni A Vapore)

Anche ieri i programmi di approfondimento politico si sono scatenati, contrapponendo come al solito le deleterie, urlate posizioni dei NO TAV, no global in doppiopetto grondanti becera nostalgie de la boue, e qualche timido ministro o sottosegretario vocato all'immolamento nell'arena mediatica.

Ma non intendo andare oltre: questo post non vuole essere l'ennesima inutile ripetizione dell'opinione prevalente in TocqueVille riguardo all'affaire Val di Susa, Valsusini & Treno-Global.

No, ciò di cui vorrei parlare è della bellezza dell'idioma anglosassone, lingua che persino i comunisti de' noantri hanno ricominciato ad apprezzare, più o meno dopo Seattle. Una lingua stupenda, idiomatica, diretta, capace di geniali (e ironiche) incursioni nel campo tecnico dell'abbreviazione.

In genere chi bolla l'Inglese come una lingua troppo semplice (o "bastarda") è chi non lo parla, scrive e conosce. Chi è stato trombato a tutti gli esami e ora si giustifica con la pretesa superiorità linguistica della lingua di Dante ("Paria rivolger meco Ioni"). Se fate parte di quella ristretta comunità intellettuale che si ostina a credere che l'Inglese sia una lingua morta, sfigata, perversa, così bambinesca che anche Bush riesce quasi a parlarla (esistono, esistono!!), avrete di che ricredervi.

In realtà, l'Inglese è una lingua geniale e sorprendente. E' il caso di NINBY (l'acronimo di not in my backyard), la sindrome scoperta con una ventina di anni di ritardo da Vespa e i vespasiani (o se preferite, da Porta a Porta & i portinai, o da Matrix & i martiri dell'auditel, o ancora da Ballarò e i ballisti comunisti).

Questo post vuole illuminarvi sugli altri acronimi che a NINBY hanno fatto seguito nel corso degli anni, nati per descrivere più accuratamente la degenerazione subita dai cervelli degli attivisti (si, sono gli stessi che cercano con mille premure di raffreddare i bollenti spiriti alle forze dell'ordine - possibilmente con gli estintori). Tutto questo, ovviamente, in attesa che fra altri vent'anni sentiremo enunciare queste perle di saggezza dai Talk Show e i talk-scoppiati.

NINBY - not in my backyard, e di questo abbiamo già detto
NOTE - not over there, either
BANANA - build absolutely nothing anywhere near anything
NOPE - not on planet earth
ZOOM - zilch on our moon
HOOSS - hands off our solar system

ma non è finita qui. Tra le sigle descrivi-fanatici ci sono anche:
GOOMBY - get out of my backyard
LULU - locally unwanted land use
NIMEY - not in my election year

e non poteva mancare:
CAVE - citizens against virtually everything

Per concludere, un acronimo nato durante le contestazioni del '68, ma perfettamente riesumabile oggi per indicare le mandrie di bovini anti-Moratti:

SWINE - students wildly indignant about nearly everything

Saluti,
B.R.A.I.N.W.A.S.H. (blogger against italian neocommies, wisely addicted to sharp hedonism :)

Thursday, December 08, 2005

Hehehehe :-)

Kasso reloaded

Qui di seguito riporto la risposta di Mathieu Kassovitz al Ministro dell'Interno francese Nicolas Sarkozy, che aveva replicato sul blog del regista a un post che lo prendeva di mira. Il blog di Kassovitz, Kasso (e il nome è di gran lunga la parte meno volgare del blog), lo trovate all'indirizzo www.mathieukassovitz.com/blog. Le parti precedenti della telenovela sono Kassovitz n'a pas compris un kasso e Sarko vs. Kasso le casseur. Ho preferito, come nelle altre occasioni, riportare la traduzione senza aggiungere commenti personali (a parte in un caso: vi giuro, non ce l'ho fatta a trattenermi).
Kasso ha disabilitato i commenti, quindi temo che non ci sarà alcuna replica del ministro. Peccato: iniziavo ad appassionarmi a questa inedita corrispondenza tra blog e istituzione.
Ovviamente, continuo a sperare di vedere, in un futuro non troppo lontano, il nostro Beppe Pisanu difendere l'operato della polizia sul blog di qualche intellettuale dalla-parte-della-resistenza. Dal G8 alla Val di Susa, c'è un tale imbarazzo della scelta che... no, a ben pensarci c'è solo l'imbarazzo. Per loro.
BW.


"Non siete responsabile"
di Mathieu Kassovitz

Signor Ministro dell’Interno.

La mia lettera, che non vi era direttamente rivolta ma alla quale avete prontamente risposto, non è come lasciate intendere, un pamphlet in onore dei casseurs, né un insulto ai pompieri bersagliati e agli agenti di polizia feriti. Il semplice fatto che travisiate ciò che ho scritto per evitare di rispondere alle vere questioni, conferma la vostra miopia riguardo alla vostra responsabilità in questi avvenimenti.

Non importa cosa diciate a riguardo, I quartieri della Francia sono esplosi qualche ora dopo [che avevate pronunciato] le vostre parole dure e offensive, inopportunamente stigmatizzate da un incidente che ha visto morire due adolescenti in circostanze atroci. Un incidente tragico, e fortemente simbolico delle condizioni di vita dei quartieri della Francia. Dei licei, le auto e le scuole che bruciano, che mi accusate di aver trascurato, ho già parlato dieci anni fa ne “L’odio” [film di Kassovitz del 1995, ndBW], che evocate, penso, senza neanche averlo visto.
Non ho bisogno di vivere in una città, né di avere studiato all’Università per comprendere che queste istituzioni sono i rappresentanti di uno Stato che rinuncia a guardare il problema in faccia e che continua, governo dopo governo a rigettare le responsabilità come fate anche voi così brillantemente.

Non siete responsabile, dite.

I poliziotti e I pompieri che hanno coraggiosamente difeso i vostri scivoloni, sono le vittime sfortunate delle vostre politiche aggressive, così come tutti gli abitanti dei quartieri che hanno perduto i loro veicoli e in alcuni casi i loro mezzi di sostentamento.

Non rigettate la responsabilità delle vostre azioni in una situazione di cui conosciamo l’intera storia, se non siete il solo responsabile dei problemi delle banlieues, ne siete il simbolo politico, e le vostre azioni hanno toccato il nervo scoperto di una rivolta che vi ha travolto. Che vi nascondiate che vi hanno preso per bersaglio mi sorprende e mi fa dubitare della vostra capacità a rimettervi in gioco.

Avete ragione quando dite che «l’ordine repubblicano non é avversario del progresso, ma suo alleato», ma per ristabilire l’ordine repubblicano nei quartieri occorre che i rappresentanti di questa repubblica siano al di sopra di ogni sospetto.
Avete magnificamente gestito, com’è vostra abitudine, l’impatto di queste rivolte e le sue immagini presso i media, e avete fortunatamente dato istruzioni di discrezione alle forze dell’ordine, ma non riassumete il comportamento della polizia solo in ciò che è passato in queste ultime quattro settimane davanti agli occhi dei media di tutto il mondo. Lo sapete, il problema del rispetto tra la polizia e i giovani è di lunga data. I governi, di destra o di sinistra, vanno e vengono, ma questo problema persiste tuttora. Fino alla generazione corrente.

La morte brutale di Malik OUSEKINE, seguita dalle dichiarazioni inumane di Charles Pasqua (uno dei vostri predecessori), risale a quasi vent’anni fa. La morte di Makomé, ucciso a sangue freddo in un commissariato del 18° [arrondissement], e di molti altri, vittime della perdita dei valori repubblicani che voi difendete, macchia la storia della Francia odierna. E’ questo passato carico di ingiustizie che alimenta il nostro presente. Vi chiedo solo di non dimenticarlo, anche se non ne siete direttamente responsabile.

Occorre rieducare gli spiriti, non manipolarli. Questa incomprensione tra le forze dell’ordine e I giovani delle città è un problema profondo che non sarà risolto se non attraverso un vero lavoro di educazione di entrambe le parti.

No, non sono contro la Polizia, al contrario, sogno come tutti i cittadini di questo paese una polizia più considerata, più educata, più rispettata, più umana… Una polizia nella quale posso fare affidamento per la mia sicurezza personale e quella dei miei figli, quale che sia la mia posizione sociale, il colore della mia pelle, la mia età, il mio credo… Quando evocate il ritorno dei valori repubblicani, non dimenticate che per ottenere rispetto, dovete inspirare rispetto. Se la polizia ha perso il rispetto che le è dovuto, può darsi che dobbiate porvi ancora una volta delle domande.

Vi dite teso all’avvenire, ma I vostri metodi sono repressivi e obsoleti. Cedete al panico e votate il ritorno di una legge militare retaggio di una delle pagine più nere della storia del nostro paese. LA scelta di questa legge simbolica fa onta alla Francia e alla vostra classe politica.
Ancora una volta, non siete responsabile. Come al solito.

Terminate la vostra lettera con una frase terribile, che conclude freddamente come un capo d’impresa davanti a un bilancio negativo: « Nel corso degli anni, molti soldi sono stati spesi, molti sforzi sono stati fatti per i servizi dello Stato come per i militanti sul campo. I risultati non sono all’altezza delle aspettative.»
Pensate di poter dirigere la Francia come una volgare multinazionale? Sappiate che i risultati non sono all’altezza delle aspettative di una Francia che voi, politici a tutto campo, non guardate negli occhi da troppo tempo.

Pensate di poter «licenziare» i giovani che vi fanno ombra? Spazzarli via come sporcizia sul marciapiede? L’equilibrio democratico non ha mai trovato la sua origine nella repressione, e voi lo sapete, la soluzione è nella solidarietà sociale e nella comprensione dei problemi. Se non continuate il dialogo, cosa succederà? E’ vostro dovere come lo è delle istituzioni Francesi di rispondere alla violenza con intelligenza per evitare di perdere il contatto con una gioventù da cui alcuni potrebbero passare a forme di violenza più estreme e realmente pericolose.

Non siete responsabile. Effettivamente penso che siate irresponsabile.

Passeggiando per Argenteuil [comune della periferia di Parigi, ndBW] alle undici della sera, circondato di agenti di polizia e giornalisti, avete senza dubbio voluto apprezzare come un cittadino qualunque l’ambiente di vita di un quartiere, e non provocare uno scontro inevitabile. Quanto alle vostre «alcune parole», affermando forte e chiaro che avreste «ripulito le città a colpi di Karcher [leader mondiale di macchinari per la pulizia, ndBW]», volevate certamente dire: «riabilitare e ripulire quegli immobili vetusti nei quali i bambini cadono dentro le trombe degli ascensori a causa della scarsa manutenzione e aiutare le famiglie che pagano le loro imposte come il resto del mondo a ritrovare un ambiente e un rispetto perduto da molto tempo», e quando avete minacciato le «racailles [marmaglia, ndBW]» di sbarazzarvi di loro, volevate dire: «Mettere in prigione per molto tempo le poche persone realmente pericolose e generalmente conosciute dai servizi di polizia e offrire a tutta una parte di questi giovani la possibilità di intravedere un avvenire differente attraverso un’azione sociale coerente e generosa per farli uscire dalla microcriminalità.»

Come molti Francesi, devo avervi capito male.

La crociata che volete intraprendere, Signor Ministro, la vogliamo tutti intraprendere con lei, e messo da parte qualche facinoroso che alimenta la violenza attraverso le «reti» della droga e che avvelenano la vita dell’insieme degli abitanti dei quartieri, tutti gli altri, compresi i giovani incappucciati che chiamate «racaille» e dei quali alcuni occupano oggi le vostre prigioni, hanno lo stesso desiderio: vogliono un avvenire, delle condizioni di vita uguali per tutti, un rispetto, un’identità…

Non volendo entrare in un dibattito sul significato delle parole con voi, e malgrado il rispetto che vi devo, preferisco non incontrarvi «a voce».
Comprendo il vostro lodevole intento di comunicare con i vostri avversari, soprattutto se conosciuti dai media, ma permettetemi di rimanere nel mio stato di cittadino critico e senza attacco politico.
Contrariamente a voi e a quanto potete dire, non rappresento che la mia voce, non quella di una parte politica, né quella di una periferia, ancora meno quella dei casseurs.
Ad ogni modo, il vostro invito dimostra che siete aperto al dialogo, e spero che ne facciate buon uso con le persone direttamente coinvolte,

Vi invito a incontrare i diversi protagonisti della vita cittadina e principalmente la miriade di associazioni di quartiere che si battono quotidianamente per mantenere il contatto tra milioni di abitanti. Le aiuti, ne hanno drammaticamente bisogno.

Vorrei concludere questo breve scambio assicurandovi il mio profondo attaccamento alla cultura e ai valori di questo paese. Se il dibattito è così appassionato, è perché siamo tutti preoccupati. Questa cultura aperta al mondo ci è specifica e unica, riconosciuta da tutte le altre nazioni come un modello di politica sociale [ma che dice? ndBW], anche se la realtà ha sorpreso il resto del pianeta.
Siamo Francesi, ribelli nell’anima, quali che siano le nostre convinzioni politiche, sempre impegnati a batterci per difendere una causa che consideriamo onorevole. E’ questo spirito che difendete attraverso le vostre azioni, comprendiate che altri fanno lo stesso, anche se i mezzi utilizzati sono inadeguati e ingiusti. Sono gli unici mezzi che hanno a disposizione per farsi ascoltare. Il significato di quelle migliaia di auto in fiamme e della scomparsa totale dell’autorità politica non è quello di semplici esplosioni di violenza. Siate attento. L’avvenire di una Francia multiculturale e antirazzista è in gioco.

Di già gli echi dei canti dell’estrema destra si fanno intendere nel vostro campo. Sono certo che vi disgustano quanto disgustano me.

Questo estratto di un commento pubblicato da un anonimo sul sito in reazione alla vostra reazione, riassume, penso, le inquietudini di molti Francesi, e in ogni caso riassume le mie paure:

«…la grandezza di un uomo politico non risiede nella sua capacità di coltivare le paure del popolo per trovarvi una nicchia elettorale. La grandezza di un uomo di Stato risiede nella capacità di trascendere la Nazione con convinzione e disinteresse personale. il vostro “verbo” vi farà senza dubbio guadagnare la fiducia delle pecorelle smarrite del 21 aprile. Il vostro interesse personale vi impedirà di trascendere la Nazione […]. Fin qui va tutto bene, fin qui va tutto bene… siete in testa ai sondaggi… [queste ultime sono citazioni da "La Haine", ndBW]»

Vorrei lasciarvi con un ultimo pensiero che mi viene da mio padre, un Ungherese, come il vostro, arrivato in Francia, terra di accoglienza e dei diritti dell’uomo nel 1956, per fuggire al regime comunista Russo. Non è un frammento di alta filosofia, ma soltanto il consiglio di un uomo che ha sopravvissuto a delle guerre e a delle rivoluzioni.
«Per arrivare in cima a una scala, sali i gradini uno ad uno, ti romperai la mascella da meno in alto.»

Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Augurandovi buona fortuna nella vostra irresistibile ascesa alle più alte cariche dello Stato, vi esprimo signor ministro dell’interno i miei più cordiali saluti.

Mathieu Kassovitz.
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In conclusione:

Vi ringrazio per il vostro interesse e la vostra passione per il dibattito. Sfortunatamente, la crescita vertiginosa dei commenti ha fatto spesso passare dei messaggi di odio e dei collegamenti a dei siti razzisti la cui gestione richiedeva troppo tempo ed energia. Il dibattito non mi interessa oltre, era la presa di coscienza l’obiettivo che mi ero prefisso di raggiungere. Questo obiettivo è stato raggiunto.
I commenti sono momentaneamente chiusi. Utilizzate la rete per esprimervi sui vostri siti, è un mezzo di comunicazione magnifico e quasi gratuito, approfittatene.

MK
(traduzione di BrainWash, che dopo questa sviolinata si è visto spuntare una lacrimuccia ;)

Monday, December 05, 2005

Castrazione chimica

Alessandra Mussolini ripropone la castrazione chimica dei pedofili. Peccato che a suo tempo, non avessero castrato anche i dittatori.

Friday, December 02, 2005

Proposta per risanare Trenitalia

Dato che in Italia è pieno di comunisti che preferirebbero dare fuoco a ogni cassonetto e picchiare ogni 'sbirro' pur di evitare una privatizzazione completa delle FFSS, propongo una strada più morbida: ricoprire i treni di pubblicità.