...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Tuesday, November 29, 2005

Tu quoque-ville?

Ma che ci prende a tutti? Possibile che tra i blog di Tocque-Ville da qualche tempo non si faccia altro che litigare? Perché continuiamo a intestardirci sulle cose che ci dividono senza dare valore a quelle che ci uniscono? Dov'è finito il rispetto reciproco?

Sono amareggiato dall’acidità in cui sta scadendo il dibattito su alcuni blog, ai limiti del disprezzo. La cosa peggiore è che la discussione non la fanno Indymedioti e Forzanovisti, bensì Tocque-Villiani che si professano liberali. Cioè persone che nessuno pensa che debbano sempre andare d’accordo, ma da cui ci si aspetta almeno uno scambio di opinioni civile.

Quando ho dato la mia adesione a Tocque-Ville, non l'ho fatto solo perché spinto dall'aspettativa di far parte di una comunità (non un'aggregatore), composta da persone (non da blog) sulla mia -quasi- lunghezza d'onda.

L'ho fatto perché credevo, e lo credo sempre più fermamente, che noi, uniti, possiamo smuovere le cose, fare la differenza, costruire qualcosa che prima non c'era.

Dispiace dirlo, ma tutto ciò non si raggiunge in questo modo. Non è spaccando sempre il capello in quattro, setacciando parossisticamente i blog alla ricerca di risibili spunti di polemica, sollevando questioni sterilissime su mere definizioni accademiche, che la discussione si arricchisce.

Non è offendendo, non è denigrando, non è etichettando che ci si evolve. Fatevi un giro per la rete: chi è che più di ogni altro da quindici anni produce cattiva letteratura su questioni assolutamente microscopiche?

Si tratta dei soliti no global (comunisti delusi), che passano ore a questuare consensi tra loro quattro gatti, lambiccandosi su puttanate gigantesche a cui assegnano nomi decadenti come "attivismo ricombinante", "rivoluzione dei saperi critici", "decrescita ecototalitaria".

Uso il termine decadente non a caso: rifugiarsi nel nozionismo consumato è chiaro segnale che le proprie idee sono state sconfitte dalla realtà, o perlomeno che si è nell'impossibilità materiale di applicarle.

Io non sono maosochista, e so che non lo siete neanche voi. Dove falliamo come singoli, dobbiamo riuscire come gruppo, cioè nel fuggire dalla trappola dell’autoreferenzialità, dal dibattismo accademico che logora anche i pensieri migliori trasformandoli in raccolte polverose di definizioni.

Abbiamo un obiettivo
, che è la somma dei nostri obiettivi, e dei punti in comune, che scopriamo attraverso la discussione. Se è da quest’ultima che deriva la forza e la freschezza di Tocque-ville, è dal perseguimento comune del primo che può e deve nascere l’originalità di questa comunità.

Anzi, più di una comunità: una famiglia. Una famiglia alla quale tengo molto, insieme a tutti voi che ne fate parte. Però dobbiamo sforzarci di essere fratelli e sorelle, non un esercito di suocere consumato dalle continue scaramuccie intestine.

E’ chiaro che qui non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno, tranne a me stesso. Voglio solo ricordare a tutti che abbiamo più idee che ci uniscono di quante ci separino. Credo dovremmo comportarci di conseguenza.