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Saturday, November 26, 2005

Kassovitz n'a pas compris un kasso

La storia è questa (l'ho appresa qui):

Mathieu Kassovitz
, come saprete, è un famoso regista francese. In queste settimane è ritornato in auge un suo vecchio film, "La Haine" (l'Odio) per aver anticipato di dieci anni il triste scenario delle banlieues parigine in fiamme. Kassovitz è anche tenutario di un blog tra i più seguiti della Francia, Kasso (vabbé, si chiama così, che può fare, spararsi?), nel quale si occupa generalmente di cinema.

Questo fino ad una settimana fa, quando con un post ha attaccato il ministro dell'interno francese Sarkozy, addossandogli praticamente tutta la responsabilità delle violenze. Poi, ovviamente ha, nell'ordine: 1) paragonato le violenze dei casseurs con l'intifada palestinese (difendendo entrambe), 2) accusato Sark di essere un fascista/bramoso di potere/vanitoso/egocentrico/pirla, 3) accusato Bush (poteva mancare?).

La notizia è che quattro giorni fa, Nicolas Sarkozy gli ha risposto direttamente nei commenti del blog. Ho tradotto il post di Kassovitz, a beneficio di chi non sa il francese (ma non fidatevi eccessivamente del mio :-)
Aggiornamento: qui la replica di Sarkozy


"La France d'en bas"
di Mathieu Kassovitz

"Da qualche tempo, le radio e le televisioni di tutto il mondo cercano di ottenere da parte mia un’intervista a riguardo di quanto sta avvenendo nelle periferie della Francia.

Purtroppo non posso onorare tutte le richieste, pertanto ho deciso di esprimermi sul mio sito.

Nonostante desideri tenermi alla larga dalla politica, è difficile restarne distanti di fronte all’improvvidenza dei politici. E quando questa improvvidenza fomenta l’odio di tutta una generazione, mi devo trattenere dall’incoraggiare i casseurs.

Nicolas SARKOZY, che è apparso nel mondo mediatico francese come un’attricetta esordiente della Star Academy, e che da qualche anno ci inonda di dettagli sulla sua vita privata e le sue ambizioni politiche, non ha potuto trattenersi dal montare un caso ad ogni calo delle sue preferenze nei sondaggi IPSOS. Questa volta, SARKOZY ha preso in contropiede tutto ciò che la Repubblica Francese difende. La libertà, l’uguaglianza, e la fraternità di un popolo.

Il ministro dell’interno, possibile futuro presidente, ha fatto delle proposte che non solo dimostrano la sua inesperienza nella politica e nei rapporti umani (che sono intimamente legati), ma che mettono in risalto l’aspetto puramente demagogico ed egocentrico di questo piccolo Napoleone in divenire.

Se le periferie scoppieranno anche oggi, non sarà dovuto a un’ondata di malcontento generale per le condizioni di vita con le quali delle generazioni intere di “immigtati” si devono battere quotidianamente. Non è purtroppo lotta politica in ciò che i giovani delle città oppongono alla polizia di Nicolas SARKOZY. Queste macchine in fiamme sono la reazione cutanea di fronte alla mancanza di rispetto di un ministro dell’interno nei confronti della sua comunità.
Nicolas SARKOZY non ama questa comunità, vorrebbe sbarazzarsi di questa “plebaglia” a colpi di Karcher [aspirapolvere, ndB] e lo dice forte e chiaro nel mezzo di una città “calda” alle undici di sera.

La risposta è nella strada. La “tolleranza zero” funziona in entrambi i sensi.

Non è ammissibile che uno statista (ma è veramente tale?) si permetta di destabilizzare una situazione tesa da anni di ignoranza e ingiustizie, e che si permetta di minacciare aperamente una parte della popolazione senza parlare dei veri problemi.

Agitandosi come un padrone della guerra, apre una breccia che spero lo inghiottisca. L’odio chiama odio da secoli e pertanto Nicolas SARKOZY pensa ancora che la repressione sia l’unico modo di impedire la ribellione. Questa volontà di imporre il proprio pensiero a non importa quale prezzo mi ricorda altri grandi leader dei nostri tempi. Mi fa gelare le chiappe.

La Storia ci prova che la mancanza di apertura e di filosofia tra diverse comunità genera odio e lo scontro. L’intifada delle periferie parigine ricorda effettivamente i contrasti tra i ragazzi palestinesi armati di pietre e i soldati israeliani armati di Uzi.

La storia si ripete ovunque.

Il rumore e la furia sono per molte comunità il solo mezzo per farsi ascoltare. Gli attentati terroristici in prima pagina sui giornali ne sono il risultato.

E la repressione del terrore con il terrore non ha mai fatto vincere le guerre, non ha fatto che prolungarle.

Nicolas SARKOZY è un’ammiratore della macchina comunicativa di George Bush. Si serve dei media per ingrandire la sua immagine e per manipolare la popolazione.

Come Bush, non difende un ideale, ma alle paure che lui stesso instilla nella testa della gente.

Avrebbe coinvolto la Francia al fianco degli Americani nella “caccia al terrore” di Bush. Ne sono convinto.

Nicolas SARKOZY vuole diventare il presidente della nostra repubblica e “nessuno si metterà sul suo cammino”.

Se quest’uomo non fallisce almeno una volta nella sua corsa a tappe per arrivare alla presidenza del paese, effettivamente più niente si potrà mettere sul suo cammino, e la sua volontà di potenza potrà infine essere soddisfatta.

La Storia si ripete? Si. Lo ha sempre fatto. L’invidia del Potere e l’egocentrismo di coloro che pensano di possedere una verità ha SEMPRE creato dei dittatori.

Nicolas SARKOZY è certamente un piccolo Napoleone, non so se ha il potenziale di uno grande, ma sarà impossibile domani dire che non ne eravamo al corrente."

Mathieu KASSOVITZ

traduzione di Brainwash
Sentito che serie infinita di cazzate? Qui traduzione della risposta di Sarkozy.