...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Wednesday, October 05, 2005

LASCIATE APERTE LE PORTE DELLA CITTA'

Ho grande rispetto per le immense fatiche di quanti hanno permesso che questa bella città esistesse, e quanti ogni giorno donano il loro tempo perché continui ad esistere. Si tratta di un sacrificio davanti al quale ogni "colono" dovrebbe manifestare il suo ringraziamento, la sua stima, il suo appoggio agli interessati. Per quello che avete fatto e continuate a fare, io vi stimo e vi ringrazio.

E' in forza di questa stima che nutro per voi che mi dispiaccio quando sbagliate.

Ho sempre visto TocqueVille come una sorta di Mayflower. A bordo dei coraggiosi, a ricoprire la nave di gloria traendola in salvo dalle mille insidie del mare e imparando a convivere in uno spazio stretto e a condividere ciò che hanno. Persone animate da una risoluta, testarda ostinazione a realizzare il proprio sogno. Non è per niente facile far nascere una comunità del genere, tenerla in vita, mantenerla prolifica come produttrice di pensiero. Ora di colpo mi sembra che tutto ciò non ci sia più.

Ero convinto che l'unico modo che la nostra città avesse di sopravvivere fosse aprirsi a più dibattiti possibili, non feudalizzarsi sulle poche verità di fede condivise dai più e mettervi a guardia un numero ancor più esiguo di fedelissimi.

Credevo che la cosa più pericolosa per la città fosse che la paura prevalesse e spingesse gli abitanti a sollevare il ponte levatoio, relegando i problemi e le minacce al di là del fossato, e condannando se stessi a credere a chi la verità diceva di averla trovata, non a chi diceva che la stava ancora cercando.

Credevo, insomma, che l'appellativo "città dei liberi" si riferisse a tutti i cittadini, non solo a quelli che si sentono più uguali degli altri.
TocqueVille è nata da una miriade di idee diverse, e proprio da questa diversità trae la sua forza, la sua spinta propulsiva.

Comprendo bene la paura di chi ha costruito questa città e teme di vederla crollare in seguito a una guerra civile tra i TocqueVilliani della prima ora e i cosiddetti "infiltrati", oscuri individui che dimostrano di non condividere molti o tutti i princìpi fondatori della città. Ma proprio questo è il punto. Quale modo peggiore di corrompere lo spirito originario, quello spirito che ci animava tutti e tutto questo ha reso possibile, di procedere ad arbitrarie epurazioni contro chi non la pensa come noi?

E' vero, alcuni cittadini non hanno nulla a che fare con questo spirito. Alcuni cittadini, fuori di testa, si iscrivono per "monitorare" gli altri cittadini, non sapendo evidentemente che i nostri blog e la nostra comunità sono perfettamente visibili a tutti anche senza iscrizione.

Alcuni cittadini, brevemente, forse non meritano di essere cittadini. Ma non abbiamo il diritto di urlare "Al rogo, al rogo!". Non ne abbiamo il diritto perché, se crediamo veramente in questo progetto, sappiamo anche che silurare le critiche interne significa soltanto erodere la vitalità che rende TocqueVille veramente libera. Decretarne la condanna a morte. Oggi si caccia il rosso e il fascista, domani è il turno del libertario messo in minoranza, e forse un giorno i cittadini rimasti avranno il fiato sul collo perchè non scrivono abbastanza spesso, abbastanza liberale, abbastanza allineato. Questa non è la strada giusta.

E' giusto mettere delle regole, così come sarebbe giusto accettare un'iscrizione previa "firma" di alcuni princìpi comuni. Che questi princìpi costituiscano un impegno per i cittadini, che lascino spazio al dibattito, che tutti li sentano propri. Stabiliamoli, ed esponiamoli tutti sulla homepage delle nostre "case". Quali princìpi? Atlantismo e liberalismo? No: libertà di opinione, uguaglianza di tutte le persone, ricerca dei fatti, innanzitutto. Pensiamo che qualcuno la pensi troppo diversamente? Cerchiamo di capire quali sono le sue idee e perché ne vada fiero, prima di sbatterlo fuori come persona-non-grata. Chi ha paura delle idee degli altri? Chi non ha argomenti validi per difendere le proprie.

E' sicuramente il modo di affrontare la questione più lungo e difficile, ma è l'unico che paga davvero. Basta con questa ossessione al pensiero di come la comunità venga vista dall'esterno, come se fosse imminente la visita dell'amministratore e dovessimo nascondere la polvere sotto il tappeto, gli scheletri nell'armadio. "Si, abbiamo tra noi un fascista e tre comunisti.", "No, non ci pensiamo neanche a cacciarli", "Non ci rappresentano, ma vogliamo capire le loro idee". Questo ha senso. Questa è TocqueVille.

Che cosa rende un cittadino tale? L'iscrizione? No. E' il partecipare a una discussione continua, è l'iterazione, è il confronto. Se mancano queste cose, se ci si isola o si è isolati, non ha senso restare in città un minuto di più.

Siete d'accordo? Avete da dissentire? Parliamone.