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Thursday, October 06, 2005

Il Professore matto

In un'intervista al Corriere di oggi, Romano Prodi traccia la sua linea di governo in caso di vittoria alle politiche del 2006. La politica estera è ovviamente il piatto forte: "occorre definire quali tipi di intervento armato possano essere considerati giustificati. Stiamo parlando di genocidio, guerra civile, aggressione a uno Stato sovrano, atti di terrorismo". Bene, Prodi è d'accordo col l'invasione dell'Iraq. C'era il genocidio, il finanziamento del terrorismo palestinese, la violazione dell'embargo sulle armi. Macché: "In nessun modo l’uso della forza può essere giustificato per risolvere una controversia internazionale o determinare un cambio di regime in un altro Stato". Insomma, era giusto fare la guerra ma bisognava lasciare al potere Saddam? No, "l’intervento in Iraq non rientra in queste categorie, e va considerato tanto ingiustificato quanto illegittimo. A differenza da quello in Afghanistan, anche se pure lì nel post-intervento la politica ha fallito". E' la solita storia dei kattivi Amerikani che prima uccidono un milione di bambini con l'embargo (Onu) e poi altri centomila con le bombe, devastando un paese che un tempo era felice e prospero, e invogliando la gente comune a farsi saltare in aria. D'altronde, secondo Prodi é "la miseria che alimenta il terrorismo", ma magari era l'Anp di Arafat che stornava gli aiuti europei nel terrorismo, magari sono i ricchissimi capi fondamentalisti Sauditi che comprano l'esplosivo e le armi, Prodi ci ha mai pensato? Ma sentite cosa dice a proposito dell'esportazione della democrazia: è d'accordo? certo, "purché si tratti di una esportazione pacifica. Come potrei non essere a favore, del resto, sapendo bene che nessuno ha esportato tanta democrazia quanto l’Unione Europea." Incredibile, Prodi scambia l'assistenzialismo buonista della sua commissione con la democratizzazione di quei dieci paesi che, guarda caso erano già democratici, al momento di entrare nell'Unione Europea. Ma "il mondo sta cambiando e ridiventerà multipolare restituendo all’Europa un ruolo di primo piano." Io mi auguro che sappia qualcosa che noi non sappiamo, perché pensare che questo è candidato alla presidenza del consiglio mette paura. E la crisi in cui versa l'Europa? Come se ne esce? Prodi si affida a un gruppo di saggi che prepari il rilancio, e vuole modificare la costituzione in modo che venga approvata in Francia e in Olanda.
Prodi, il pupillo democristiano di De Mita che "sono nato col maggioritario e morirò col maggioritario". L'uomo che da presidente dell'IRI ha svenduto la Cirio ai suoi ex datori di lavoro, la Italgel alla Nestlé a cento miliardi in meno di quanto gli veniva offerto dai concorrenti, l'uomo che ha regalato due banche a Cuccia senza accorgersene, o l'Alfa Romeo alla Fiat (che pagherà solo otto anni dopo e 400 mld in meno di quanti ne aveva offerto la Ford). E si potrebbe continuare con Telekom Serbia, Sme, Eurostat... Bello, peccato che sia anche vero.