...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Tuesday, June 14, 2005

Non siamo ancora Ruinati

Domenica mattina, nella cabina elettorale ho trovato quattro lenzuoli con venti righe di codici e codicilli ciascuna: la tv non ha informato un accidente, io per ripicca ho votato il pacchetto completo invece che tre-sì-un-no come mi ero promesso. Il referendum è fallito, e di brutto, forse è già nato morto, per decine di motivi che tanti esperti dell’ultima ora snocciolano in continuazione. Dobbiamo dunque rassegnarci a revisionismi antiabortisti, a concilii vaticani al contrario, a divenire un protettorato della combattiva burocrazia vaticana? Tutto ciò non è davvero servito a niente?

Ora, postmortem, c’è tempo per le riflessioni. Innanzitutto chiedendoci chi ha vinto davvero, domenica e lunedì.

Ha vinto innanzitutto il governo, pur con i dovuti distinguo, pur con manovre opportunistiche, pur confermandosi in gran parte un manipolo di scaldasedie con la fobìa delle urne. Fini chiude simbolicamente la parabola di Fiuggi, raccogliendo tanto dissenso nel suo partito quanto plauso fuori, e in quartieri inaspettati, in decili di votanti storicamente ostili alla sua area politica di riferimento. Gianfranco ha le palle, ma è anche furbo: con i suoi tre-si-un-no inutili il suo partito si è avvicinato di un altro passo a quel Blairismo di destra dal quale il segretario tenterà il salto del premierato. Berlusconi se ne sta ben chiuso in casa e con lui gran parte di Forza Italia: gli apparati del suo partito vengono ormai rispettati di più se stanno zitti. Da buon imprenditore, il Cav. sa che quando un prodotto è in fase discendente gli si abbassa il prezzo e poi, quando il mercato lo consente, se ne lancia uno nuovo. Il referendum ha cancellato qualunque ricordo delle Regionali, e in più in via dell’Umiltà (sic) hanno di che crogiolarsi guardando il Prof. uscire bollito dalla cabina elettorale.

Ha vinto Ruini, ma è una vittoria di Pirro: ci si può anche attendere che gran parte degli astensionisti confessionali si risveglino affossando referendum incomprensibili una volta ogni lustro, ma le Politiche, e quindi il portafoglio, sono altra cosa: Udc, Margherita e compagnia bella non avranno impennate elettorali. A far da guardia alla tomba della Dc ci sono ormai troppi interessi forti, tra questi capitani Achab il recluso di Arcore in primis.

Chi si è preso le maggiori sberle emotive è stata la totalità dei catto-comunisti, i figli dell’ultimo Concilio, e spetterà principalmente alla Chiesa ricucire le ferite, magari con forti dosi di terzomondismo. Le famose radici cristiane disgregate da decenni di improvvida “dittatura relativista” del liberalismo, e finalmente riemerse, non saranno quindi spendibili nel 2006.

Si è cancellata per un weekend la dicotomia destra-sinistra. Trasversali i sì, ma alcuni pronunciati secondo coscienza e altri furbetti. Il Centrodestra si è schierato quasi interamente per l’astensione, compiacendo il vicerè Follini, ma alcune Guest-star dell’abrogazione hanno mitigato il clima e aperto così ai Radicali, agli indecisi, a una trasmigrazione che possa ridare salute alla Cdl. Ha vinto anche chi ha votato Sì: la Chiesa ha mostrato i Ratzi-muscoli, vincendo ma scoprendosi sottodotata. Non dimentichiamo che se esiste uno stato occidentale che è un miracolo che sia laico, quello è l’Italia. Era una gara di forza per cui si sono fatte carte false e si sono sacrificare le speranze di migliaia di malati, ma i muscolacci di Rimini, una volta in più, si sono rivelati più forti. Quindi, non siamo ancora Ruinati.