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Thursday, March 17, 2005

Liberazione ha paura, sta perdendo lettori


"Gli Usa hanno paura, stanno perdendo la guerra"

Questo è il titolo del nuovo appuntamento con la geniale satira di Liberazione, che vede protagonista una guest star dell’autoironia antiamericana: il filippinoglobal Walden Bello. Devo dire che sono rimasto un po’ deluso nel complesso dall’articolo di Bello; per carità, è divertente e ben confezionato, ma purtroppo non c’è molto di nuovo: gli argomenti usati sono grosso modo gli stessi di sempre, quelli che hanno reso Liberazione il grande giornale satirico e surreale che tutti amiamo.

Si comincia, dal viaggio di Condi in Europa…

L'Europa e il mondo hanno assistito a un'offensiva diplomatica volta a convincere gli europei a "mettersi dietro le spalle la questione irachena". L'iniziativa, di fatto, serve a convincere non solo gli europei, ma il mondo intero, del fatto che le recenti elezioni tenutesi in Iraq hanno segnato l'inizio di una nuova partita, il cui nome è democrazia.
Si vede subito che chi scrive è uno di alta classe. Le elezioni in Iraq NON hanno portato la democrazia,anche se gli Usa tentano di convincerne il mondo con “un’offensiva” diplomatica.

La realtà è che l'unica partita che si continua a giocare è quello del dominio e dell'occupazione e che gli Stati Uniti non la stanno vincendo.
Che cosa fa per prima cosa uno stato che ne invade un altro per vampirizzargli le risorse? Delle elezioni democratiche, naturalmente. Ma è tutto finto, naturalmente gli Usa vogliono solo dominare e occupare… e non ci riescono neanche!

Il trionfalismo che ha accompagnato il viaggio nella "vecchia Europa" intrapreso da George W. Bush in compagnia del nuovo Segretario di Stato, Condoleeza Rice, ha rappresentato un'operazione di public relations per contrastare la realtà, caratterizzata dalla diffusione di un'ampia e profonda resistenza in Iraq.
Se sei atlantista ti rallegri del fatto che la spaccatura tra Usa e Ue si sia ricucita. Se sei antiamericano, seppure per esigenze di satira, lo chiami “trionfalismo” (cioè: non c’è motivo di rallegrarsi, gli Stati Uniti sono cattivi perché non ci raccontano le prodi gesta dei partigiani iracheni)

Non è solo la resistenza militare, quella che vediamo ogni giorno alla televisione, ma esiste anche una resistenza politica, ancora più diffusa di quella militare.
Certo. Però è’ quella che si è raccolta in partiti e si è presentata alle elezioni.

A questa si affianca inoltre una notevole resistenza civile […]
Vero di nuovo. L’autore si starà infatti riferendo agli otto milioni di iracheni che sono andati a votare…

La verità è che gli Usa stanno perdendo la guerra in Iraq, sia politicamente, sia militarmente. Il numero dei governi appartenenti alla cosiddetta "coalizione dei volenterosi" si è assottigliato a tal punto che il Pentagono ha abbandonato questa definizione, sostituendola con l'espressione "forze multilaterali".
Certo, uno se vuole abbassare il profilo di una missione militare passa da “coalizione” a “multilaterale”!

[…] la maggioranza della popolazione [degli Stati Uniti] ormai non vede alcuna giustificazione per l'intervento militare.
Bello finge di avere delle fonti e su queste costruisce il suo articolo di satira. Bravo, riesce quasi a illuderci...

Certo, Bush ha vinto le elezioni, ma non per l'appoggio della popolazione alla guerra, e lo stesso presidente ne è consapevole.
Haha! Un genio! Il ragionamento non fa una piega: la maggioranza dei cittadini è contraria alla guerra e, coerentemente, cosa fa? Vota in massa per Bush!

[…] probabilmente vedremmo un numero ancora maggiore di incidenti come questi se i giornalisti si preoccupassero di osservare la realtà anziché farsi "arruolare" dal Pentagono.
Hihihi! Perché nessuno si è ancora accorto che le cose stanno come dice Bello? Ma naturalmente perché i giornalisti presenti in Iraq sono impegnati a farsi “arruolare”. Hahaha…

È probabile che gli unici soldati in grado di resistere a questo fenomeno siano i Marines più stupidamente esagitati, ma si tratta di una minoranza all'interno di un esercito altrimenti molto demoralizzato.
Questo passaggio purtroppo non fa molto ridere… lo sanno tutti che i Marines sono analfabeti, ignoranti e appartenenti a minoranze etniche poco integrate…

[…] Malgrado le recenti elezioni spalleggiate dagli USA in Afghanistan, il governo Karzai di fatto controlla solo alcuni quartieri di Kabul e altre due o tre città.
Eh si, certo…Neanche tutta Kabul, solo “alcuni quartieri”… Quanti? Due? Tre? Ma questo Karzai, chi è? Un netturbino?

La guerra degli Usa contro il terrorismo ha ottenuto effetti completamente opposti rispetto a quelli sperati, e ora Al Qaeda e i suoi alleati sono assai più forti che nel 2001.
Bush è proprio un incapace. Voleva che l’Iraq, l’Afghanistan e la Palestina rimanessero dittature, e avrebbe tanto preferito un nuovo attacco sul suolo americano. Ha chiaramente fallito su tutta la linea…

Dando il pieno assenso alla fallimentare strategia di Sharon, consistente nel sabotare la nascita di uno Stato palestinese.
Haha… adoro quando la satira irrompe nel surrealismo. Bello si rivela essere un maestro della parola… E’ chiaro che è Sharon il vero ostacolo alla pace, a causa di tutti i terroristi israeliani che sguinzaglia nei territori palestinesi questi hanno dovuto costruire un muro per difendersi… E ancora sul “trionfalismo”…

[…] si è trattato di un viaggio intrapreso per disperazione […]
Ha ha ha ha ha!! Non è possibile! E’ una sagoma! Non si scompone minimamente scrivendo queste cose!

[…] La seconda [iniziativa di public relations] è stata la riconsegna della sovranità al popolo iracheno nello scorso giugno: a questo insulso episodio ha fatto seguito una drammatica escalation della resistenza.
Nell’ordine, la riconsegna della sovranità agli iracheni è stata a) un’iniziativa di public relations e b) un episodio insulso
E ora sugli immancabili neocon (un po’ come i carabinieri per Liberazione)

[…] Kagan ha denigrato l'approccio europeo all'ordine mondiale con la famigerata affermazione secondo cui "gli americani vengono da Marte e gli europei da Venere". […]
Un’affermazione assolutamente inaccettabile, di fronte al tanto generoso aiuto offerto agli Usa da TUTTI gli stati europei…

[…] anche nell'Europa orientale, dove l'antiamericanismo è meno diffuso, gli Usa continuano a perdere alleati […]
molto scaltramente, Bello evita di dire perché, in europa orientale, ci siano così pochi antiamericani…

[…] studiosi europei come Marco Piccioni sostengono già attualmente, rivolgendosi a un pubblico attento, che la presenza degli Stati Uniti in Iraq fa parte di una strategia focalizzata su tutto il Medio Oriente, finalizzata a escludere l'Europa dalle regioni petrolifere, anche con la forza, se necessario.
Eccolo, il buon vecchio caro petrolio… ma l’abbiamo sentita troppe volte. Peccato, fin qui l’articolo faceva ridere al punto giusto…

Se la Francia e la Germania da tempo si rifiutano di legittimare l'invasione americana in Iraq […] tale atteggiamento serve anche a dissuadere gli Usa dall'intraprendere altre azioni che possono minacciare direttamente la loro sicurezza nazionale.
Giustamente Gli Usa invadono l’Iraq e chi subisce ripercussioni? La Germania! Ma fornitegli delle carte geografiche decenti a questi poveri terroristi!

Grande finale…
[…] i movimenti europei della società civile [quelli degli idranti, per capirci] non devono abbassare la guardia […] Benché la stragrande maggioranza della popolazione [la popolazione di cosa?] sia contraria alla guerra in Iraq, i governi Blair e Berlusconi continuano a inviare unità militari in questo paese [eh si, ogni giorno cercano di arruolarmi a forza].

Cacciare la Gran Bretagna e l'Italia fuori da questa guerra perpetrata ai danni della popolazione dell'Iraq rappresenta la principale priorità all'ordine del giorno del movimento pacifista europeo nei prossimi mesi.
Povera popolazione irachena, vessata da tutti quei noiosi appuntamenti elettorali! Da tutti quei quotidiani che prima non c’erano! Da tutte quelle reti televisive! Senza più quella carica di adrenalina tipica della vita sotto una dittatura!

Nonostante l’articolo non contenga grosse novità, fa molto ridere lo stesso. D’altronde, squadra che vince non si cambia, e anche Liberazione risente del vizio della ripetitività di certe battute. Complimenti a Walden Bello, che oltre che Bello è anche Bravo! Alla prossima!

PS. Il titolo di ieri di Liberazione ieri era "Nassiriya, muore un soldato italiano" e poi subito sotto "Berlusconi parla di ritiro". Accurato, ineccepibile. Ma uno capisce che...