...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Thursday, March 24, 2005

Parafrasando Klamm...



...Brainwash se ne starà zitto. Per un po'.

Tuesday, March 22, 2005

Arrivano i rossi! (di vergogna)/2

Authority, Prodi al governo: 'Dopo le elezioni'
Repubblica

E uno capisce che...

Monday, March 21, 2005

POST DI SERVIZIO

Arrivano i rossi! (di vergogna)

Ingegner De Benedetti, cominci a tremare! Berlusconi vuole scardinare La Repubblica!
Liberazione

Friday, March 18, 2005

We shall (not) overcome

Poche cose prima di iniziare ufficialmente il finesettimana:
La prima è la doverosa segnalazione di questo editoriale di Romano riportato da Lexi.
La seconda è il riconoscimento di una promessa infranta dal titolare: questa. (Il problema è che amore o odio, non posso farne a meno...).
Un saluto a tutti.

Ma liberaci da Liberazione, Amen



La macchina ridanciana e onirica di Liberazione non si ferma un'istante. Ricevo per conoscenza e pubblico:

Buonasera..
essendo voi un giornale politicamente orientato, tuttavia rispettoso delle posizioni altrui permettetemi di esporvi la mia in breve.

bighellonando per il web mi sono imbattuto in un vostro articolo, firmato da Maria Rosa Cutrufelli, intitolato "meglio la governante del governatore", e dopo averlo letto mi sono sovvenute due domande...

qual'è il tema di questo scritto?
cosa vuole dimostrare Maria Rosa Cutrufelli? forse che per candidarsi a governatori bisogna saper conquistare la fiducia di chi ci paga lavando i bagni e cambiando pannolini?
non mi pare poi che l'esempio di una tribù africana sia calzante con il Piemonte. che di africano ha ben poco nell'organizzazione e nella complessità...

insomma... dopo aver letto questo vostro articolo mi si sono affacciate tante domande nella testa, ma tutte riguardavano come chi scrive queste cose possa veramente esserne convinto...
cara Maria Rosa, senza che lei porti la savana qui, possiamo venire noi a portarle un bell'aspirapolvere, a patto però che resti li in Africa...

distinti saluti
un vostro casuale lettore

Thursday, March 17, 2005

Liberazione ha paura, sta perdendo lettori


"Gli Usa hanno paura, stanno perdendo la guerra"

Questo è il titolo del nuovo appuntamento con la geniale satira di Liberazione, che vede protagonista una guest star dell’autoironia antiamericana: il filippinoglobal Walden Bello. Devo dire che sono rimasto un po’ deluso nel complesso dall’articolo di Bello; per carità, è divertente e ben confezionato, ma purtroppo non c’è molto di nuovo: gli argomenti usati sono grosso modo gli stessi di sempre, quelli che hanno reso Liberazione il grande giornale satirico e surreale che tutti amiamo.

Si comincia, dal viaggio di Condi in Europa…

L'Europa e il mondo hanno assistito a un'offensiva diplomatica volta a convincere gli europei a "mettersi dietro le spalle la questione irachena". L'iniziativa, di fatto, serve a convincere non solo gli europei, ma il mondo intero, del fatto che le recenti elezioni tenutesi in Iraq hanno segnato l'inizio di una nuova partita, il cui nome è democrazia.
Si vede subito che chi scrive è uno di alta classe. Le elezioni in Iraq NON hanno portato la democrazia,anche se gli Usa tentano di convincerne il mondo con “un’offensiva” diplomatica.

La realtà è che l'unica partita che si continua a giocare è quello del dominio e dell'occupazione e che gli Stati Uniti non la stanno vincendo.
Che cosa fa per prima cosa uno stato che ne invade un altro per vampirizzargli le risorse? Delle elezioni democratiche, naturalmente. Ma è tutto finto, naturalmente gli Usa vogliono solo dominare e occupare… e non ci riescono neanche!

Il trionfalismo che ha accompagnato il viaggio nella "vecchia Europa" intrapreso da George W. Bush in compagnia del nuovo Segretario di Stato, Condoleeza Rice, ha rappresentato un'operazione di public relations per contrastare la realtà, caratterizzata dalla diffusione di un'ampia e profonda resistenza in Iraq.
Se sei atlantista ti rallegri del fatto che la spaccatura tra Usa e Ue si sia ricucita. Se sei antiamericano, seppure per esigenze di satira, lo chiami “trionfalismo” (cioè: non c’è motivo di rallegrarsi, gli Stati Uniti sono cattivi perché non ci raccontano le prodi gesta dei partigiani iracheni)

Non è solo la resistenza militare, quella che vediamo ogni giorno alla televisione, ma esiste anche una resistenza politica, ancora più diffusa di quella militare.
Certo. Però è’ quella che si è raccolta in partiti e si è presentata alle elezioni.

A questa si affianca inoltre una notevole resistenza civile […]
Vero di nuovo. L’autore si starà infatti riferendo agli otto milioni di iracheni che sono andati a votare…

La verità è che gli Usa stanno perdendo la guerra in Iraq, sia politicamente, sia militarmente. Il numero dei governi appartenenti alla cosiddetta "coalizione dei volenterosi" si è assottigliato a tal punto che il Pentagono ha abbandonato questa definizione, sostituendola con l'espressione "forze multilaterali".
Certo, uno se vuole abbassare il profilo di una missione militare passa da “coalizione” a “multilaterale”!

[…] la maggioranza della popolazione [degli Stati Uniti] ormai non vede alcuna giustificazione per l'intervento militare.
Bello finge di avere delle fonti e su queste costruisce il suo articolo di satira. Bravo, riesce quasi a illuderci...

Certo, Bush ha vinto le elezioni, ma non per l'appoggio della popolazione alla guerra, e lo stesso presidente ne è consapevole.
Haha! Un genio! Il ragionamento non fa una piega: la maggioranza dei cittadini è contraria alla guerra e, coerentemente, cosa fa? Vota in massa per Bush!

[…] probabilmente vedremmo un numero ancora maggiore di incidenti come questi se i giornalisti si preoccupassero di osservare la realtà anziché farsi "arruolare" dal Pentagono.
Hihihi! Perché nessuno si è ancora accorto che le cose stanno come dice Bello? Ma naturalmente perché i giornalisti presenti in Iraq sono impegnati a farsi “arruolare”. Hahaha…

È probabile che gli unici soldati in grado di resistere a questo fenomeno siano i Marines più stupidamente esagitati, ma si tratta di una minoranza all'interno di un esercito altrimenti molto demoralizzato.
Questo passaggio purtroppo non fa molto ridere… lo sanno tutti che i Marines sono analfabeti, ignoranti e appartenenti a minoranze etniche poco integrate…

[…] Malgrado le recenti elezioni spalleggiate dagli USA in Afghanistan, il governo Karzai di fatto controlla solo alcuni quartieri di Kabul e altre due o tre città.
Eh si, certo…Neanche tutta Kabul, solo “alcuni quartieri”… Quanti? Due? Tre? Ma questo Karzai, chi è? Un netturbino?

La guerra degli Usa contro il terrorismo ha ottenuto effetti completamente opposti rispetto a quelli sperati, e ora Al Qaeda e i suoi alleati sono assai più forti che nel 2001.
Bush è proprio un incapace. Voleva che l’Iraq, l’Afghanistan e la Palestina rimanessero dittature, e avrebbe tanto preferito un nuovo attacco sul suolo americano. Ha chiaramente fallito su tutta la linea…

Dando il pieno assenso alla fallimentare strategia di Sharon, consistente nel sabotare la nascita di uno Stato palestinese.
Haha… adoro quando la satira irrompe nel surrealismo. Bello si rivela essere un maestro della parola… E’ chiaro che è Sharon il vero ostacolo alla pace, a causa di tutti i terroristi israeliani che sguinzaglia nei territori palestinesi questi hanno dovuto costruire un muro per difendersi… E ancora sul “trionfalismo”…

[…] si è trattato di un viaggio intrapreso per disperazione […]
Ha ha ha ha ha!! Non è possibile! E’ una sagoma! Non si scompone minimamente scrivendo queste cose!

[…] La seconda [iniziativa di public relations] è stata la riconsegna della sovranità al popolo iracheno nello scorso giugno: a questo insulso episodio ha fatto seguito una drammatica escalation della resistenza.
Nell’ordine, la riconsegna della sovranità agli iracheni è stata a) un’iniziativa di public relations e b) un episodio insulso
E ora sugli immancabili neocon (un po’ come i carabinieri per Liberazione)

[…] Kagan ha denigrato l'approccio europeo all'ordine mondiale con la famigerata affermazione secondo cui "gli americani vengono da Marte e gli europei da Venere". […]
Un’affermazione assolutamente inaccettabile, di fronte al tanto generoso aiuto offerto agli Usa da TUTTI gli stati europei…

[…] anche nell'Europa orientale, dove l'antiamericanismo è meno diffuso, gli Usa continuano a perdere alleati […]
molto scaltramente, Bello evita di dire perché, in europa orientale, ci siano così pochi antiamericani…

[…] studiosi europei come Marco Piccioni sostengono già attualmente, rivolgendosi a un pubblico attento, che la presenza degli Stati Uniti in Iraq fa parte di una strategia focalizzata su tutto il Medio Oriente, finalizzata a escludere l'Europa dalle regioni petrolifere, anche con la forza, se necessario.
Eccolo, il buon vecchio caro petrolio… ma l’abbiamo sentita troppe volte. Peccato, fin qui l’articolo faceva ridere al punto giusto…

Se la Francia e la Germania da tempo si rifiutano di legittimare l'invasione americana in Iraq […] tale atteggiamento serve anche a dissuadere gli Usa dall'intraprendere altre azioni che possono minacciare direttamente la loro sicurezza nazionale.
Giustamente Gli Usa invadono l’Iraq e chi subisce ripercussioni? La Germania! Ma fornitegli delle carte geografiche decenti a questi poveri terroristi!

Grande finale…
[…] i movimenti europei della società civile [quelli degli idranti, per capirci] non devono abbassare la guardia […] Benché la stragrande maggioranza della popolazione [la popolazione di cosa?] sia contraria alla guerra in Iraq, i governi Blair e Berlusconi continuano a inviare unità militari in questo paese [eh si, ogni giorno cercano di arruolarmi a forza].

Cacciare la Gran Bretagna e l'Italia fuori da questa guerra perpetrata ai danni della popolazione dell'Iraq rappresenta la principale priorità all'ordine del giorno del movimento pacifista europeo nei prossimi mesi.
Povera popolazione irachena, vessata da tutti quei noiosi appuntamenti elettorali! Da tutti quei quotidiani che prima non c’erano! Da tutte quelle reti televisive! Senza più quella carica di adrenalina tipica della vita sotto una dittatura!

Nonostante l’articolo non contenga grosse novità, fa molto ridere lo stesso. D’altronde, squadra che vince non si cambia, e anche Liberazione risente del vizio della ripetitività di certe battute. Complimenti a Walden Bello, che oltre che Bello è anche Bravo! Alla prossima!

PS. Il titolo di ieri di Liberazione ieri era "Nassiriya, muore un soldato italiano" e poi subito sotto "Berlusconi parla di ritiro". Accurato, ineccepibile. Ma uno capisce che...

Post di servizio








[ post postato a posteriori ]

Wednesday, March 16, 2005

Anticipazioni

Domani commenterò questa spazzatura. Oggi proprio non ne ho il cuore.

The Liberal Italian Net (The L.I.N.E.)

A proposito di questo progetto, comunico ufficialmente che sto lavorando ad un logo adeguato.

Politici d'onore


Applicando la logica distorta di certa sinistra al caso italiano, potremmo dire che "Zu Binnu" è un resistente, mentre Totò Riina era un terrorista. E parlo di "certa sinistra" perché per la restante parte i due capi di Cosa Nostra sarebbero considerati entrambi resistenti...

Tuesday, March 15, 2005

Non bisogna essere delle volpi/2

Anche i visitatori dell'ottimo Valeforn hanno problemi di visualizzazione, ma per fortuna non tutti :)

Sunday, March 13, 2005

Una domenica bestiale

Il titolare ha passato un brutto sabato sera, perciò la domenica la passa a rilassarsi con i metodi di rilassamento più avanzati dell'emisfero boreale. A lunedì.

Saturday, March 12, 2005

Post di servizio

Thursday, March 10, 2005

E' la sinistra italiana, baby.



Un fenomenale editoriale scritto da Piero Sansonetti apre oggi la prima pagina di Liberazione, il giornale satirico curato dall’ala più gioviale e ironica di Rifondazione Comunista. Ne commentiamo soltanto una parte, perché ci è impossibile trattenere le risate:

Giuliana, un paio d'ore dopo il suo arrivo a Roma, era già sotto accusa […]
Geniale. Non erano lei e il suo compagno ad accusare e a insinuare complotti. Loro erano le vittime!

Un giornale a diffusione nazionale, come "Libero", che è la punta di lancia dello schieramento politico di centro-destra ha iniziato una campagna contro di lei come l'aveva condotta, senza risparmio di mezzi e di denari, contro Simona Torretta e Simona Pari. […]
Certamente, tutto il pensiero del centrodestra è sintetizzato ogni giorno sulle pagine di Libero, l’unico (e diffusissimo) quotidiano del Regime. Brr, per fortuna che è satira! Cerco di farne un po’ anch’io (ma non sono altrettanto bravo): “Liberazione, che è la punta di lancia dello schieramento politico di centro-sinistra, ha iniziato una campagna contro la democrazia in Medio Oriente, come l’aveva condotta, senza risparmio di mezzi e di denari, contro le elezioni in Iraq e a favore dei ‘resistenti’ che sparavano ai cittadini in coda ai seggi.”

Nella prima pagina di "Libero" di ieri c'è un titolo grandissimo, in testata, con la foto di Giuliana, e iltitolo dice così: "Non si dia più un euro per riavere gli ostaggi ingrati". Non so se vi rendete subito conto del significato esatto di questo titolo. Potrebbe essere tradotto in questo modo: "Il governo doveva lasciare morire la Sgrena perché lei è comunista"
Questi sono veri professionisti, meriterebbero di andare in TV! Se non l’aveste capito, la traduzione corretta del titolo è: “Sconsigliamo a tutti di andare in Iraq, ma se proprio è necessario, non allontanatevi dalle zone controllate dai nostri soldati. Se fate di testa vostra e vi rapiscono, cercheremo di liberarvi, ma il minimo che potete fare in cambio è ringraziare noi (che per liberarvi distraiamo le forze dal nostro scopo principale, cioè proteggere gli Iracheni e la democrazia), noi (che paghiamo i riscatti, nonché gli stipendi di quelli che rischiano la vita per salvare la vostra), e ancora noi (che a lavoro finito siamo pure bersaglio delle critiche dell’opposizione): NON i rapitori.”

Gli attacchi a Giuliana però non sono venuti solo da "Libero" e da destra. Si sono aperte su di lei discussioni sconclusionate sostenute anche da giornalisti valenti e autorevolissimi.
Sfido chiunque a trovare, in Italia, un quotidiano satirico migliore di Liberazione. Questo passaggio è il cardine dell’articolo, e Sansonetti si dimostra essere un guru della risata: da un lato ci mette Libero e la destra, e dall’altro i giornalisti di sinistra, i quali, a differenza dei primi, sono “valenti e autorevolissimi”. E a conferma di quest’ultima tesi…

Persino il principe di tutti i giornalisti, Scalfari […]
No, basta, è troppo. Non ce la faccio più! Basta, tregua! Dì qualcosa di serio, non riesco a trattenermi! Inutile:

Fare i giornalisti - mi hanno insegnato da ragazzo, e io ci avevo creduto - serve a informare, a diffondere notizie, conoscenze, verità. […]
No, è davvero troppo. Ha ha ha! Un’altra parola e cado dalla sedia. Caro Sansonetti, i miei più vivi complimenti: lei è un maestro. La ringrazio di cuore perché Lei, ogni giorno, informa e dice la verità su Liberazione. E nel contempo, e qui sta la maestria, ci fa pure sorridere.

Tuesday, March 08, 2005

Quando essere donne è sbagliato



Donne inseguite e caricate dalla polizia turca durante una manifestazione pacifica per l'8 marzo. Proprio in questi giorni Oli Rehn, il commissario Ue per l'allargamento, si trova ad Ankara con una delegazione per discutere le condizioni di ingresso della Turchia nell'Unione Europea.

Monday, March 07, 2005

Altra infornata di liberali neocon

Sunday, March 06, 2005

Paci-negazio-nisti

Ben 804 parole di intervista a Marwan Harare sull'Unità a proposito della "primavera di Beirut" e della svolta democratica nella regione, e NON UNA SOLA VOLTA la parola "Iraq". Qui si ritiene impossibile che si sia trattato di uno sbaglio genuino. No, l'hanno fatto apposta.

Friday, March 04, 2005

Ah, a proposito...

L'Unità, ripercorrendo le tappe del sequestro:
"Il 4 febbraio la notizia del rapimento fa il giro del mondo in pochi minuti e fa ripiombare l’Italia nello stesso incubo delle due volontarie rapite in Iraq, Simona Pari e Simona Torretta."
Non è che hanno dimenticato qualcuno?

Breaking post

Bloggers comradeship


Auguri di pronta guarigione, Lexi.

Se questa è una coalizione

Tuesday, March 01, 2005

Il mondo nel 2010/prima parte

Il presidente degli Stati Uniti d’America Condoleeza Rice, dopo il risultato favorevole delle middle term elections, si appresta a guidare il paese nella lunga transizione energetica dal petrolio all’idrogeno, seguita dall’Unione Europea, di cui fanno parte anche Israele e Bielorussia, quest’ultima divenuta democratica dopo una transizione che ha visto protagonista il neonato Esercito Europeo.

La Palestina, divenuta finalmente uno Stato, è in attesa di entrare nella Comunità Economica del Medio Oriente con sede a Baghdad, che comprende già sei stati arabi e democratici.

L’Iraq ha invaso di nuovo il Kuwait, questa volta con i suoi prodotti, dato che ora è il primo esportatore di tecnologia civile dell'area. L’Arabia Saudita, dopo l’ascesa al trono di un re filo occidentale, è alla ricerca di una difficile mediazione con i vertici fondamentalisti per arrivare a una monarchia costituzionale, assistita dai governi democratici Iracheno ed Egiziano.

In Birmania e in Vietnam i gruppi democratici sono sempre più organizzati e attivi, grazie alla protezione e ai generosi finanziamenti dell’ex ONU, ora Lega delle Democrazie.

La Cina ha approvato un piano ventennale di transizione alla democrazia, ma resta ancora aperta la questione del Tibet. Sei sono le potenze coinvolte nella conferenza di P’yong Yang, la prima dopo il colpo di stato democratico promosso dalla Lega delle Democrazie in Corea del Nord: USA, UE, Russia, Cina, India e Giappone.

E l’Italia?

La coalizione che ha vinto le elezioni politiche del 2006, guidata da Piersilvio Berlusconi, sta preparando la campagna elettorale contro l’agguerrita Unione Democratica, guidata da Luca Cordero di Montezemolo. Piersilvio ha preso le redini di Forza Italia dopo il ritiro del padre dalla politica e dopo aver venduto Mediaset a Murdoch ad un prezzo stratosferico.

Montezemolo è entrato in politica dopo aver convertito la Fiat auto all’esclusiva produzione di Maserati e Alfa Romeo, superando il fatturato della BMW e aprendo in Medio Oriente numerose joint venture con la Toyota. Il suo vero colpo da maestro è stato creare una coalizione moderata e riformista, forte di gran parte dell’elettorato cattolico. Restano esclusi dal bipolarismo il nuovo PCI e il nuovo MSI, entrambi rifondati da nostalgici e con una base sempre più esigua.

to be continued...