...E ANDIAMO AVANTI!...E ANDIAMO AVANTI!Fratelli d'Italia

Sunday, February 13, 2005

Comunisti/2

Del mio tema di maturità neocon.
Inizia la mini-saga dedicata al lato rosso della scuola pubblica. Tutto di prima mano!

Sono sempre andato forte in Italiano. Fin dalle Elementari. Prima bravo e bravissimo, poi Otto e Nove e Dieci. In prima media un mio tema venne letto davanti agli studenti della terza classe, rendendomi gonfio di orgoglio. Al famigerato esame di maturità, di conseguenza, puntai tutto sul tema di Italiano per alzare il mio punteggio. Gli argomenti proposti sono ancora visibili sul sito del Ministero dell'Istruzione, alla voce Maturità 2004.

Scelsi di trattare della Costituzione Europea, che sarebbe stata approvata definitivamente di lì a qualche giorno. Era un argomento all'epoca molto dibattuto sui blog e sui MSM, perciò ero molto preparato.

Non mi risparmiai: curai per tutte e sei le ore disponibili il linguaggio, l'ordine di esposizione, la forma. Non mi sono mai sentito più orgoglioso di una produzione letteraria scolastica. Oltretutto, anticipai molti articoli di giornale pubblicati la settimana seguente. Il problema? Probabilmente apparvero sui giornali sbagliati, scritti dai giornalisti sbagliati: o almeno per coloro che corressero.

Il mio "articolo di giornale" espose i fatti e poi passò a smontare gli entusiasmalismi che erano nell’aria alla vigilia dell’approvazione. Scrissi della scarsa rappresentatività degli organi dell’Unione. Del Parlamento che non era un parlamento e del potere legislativo in mano a un organo che si formava dopo quattro passaggi elettivi (Per l’Italia: Cittadini > Parlamento > Presidente della Repubblica > Governo > Commissione). Di come, almeno da noi, si avvertisse Bruxelles come molto lontana. Dell’euroscetticismo. Di come il Trattato sarebbe nato zoppo in Politica estera e Difesa comune. Scrissi che l’allargamento a 25 aveva creato “un gigante economico, ma un nano politico”. Citai Rocca. Citai Stella. Citai l’Handelsblatt. Feci riferimento a The Times. Riferii le perplessità di Le Monde.

Non scrissi di De Gasperi, non nominai Togliatti. Non feci alcuna polemica. Fui contrario ma con la dovuta moderazione.

Espressi amore. Uno sconfinato amore per quell’Europa che avevo avuto la fortuna di visitare e conoscere. Amore per i suoi abitanti, per la sua storia, per i suoi particolarismi culturali, linguistici, geografici. Amore per i suoi padri fondatori, per i testardi coraggiosi che ci avevano creduto in quel momento difficile che fu il secondo Dopoguerra.

Come conclusione, espressi la viva speranza che il Trattato potesse rappresentare solo un punto di partenza momentaneo, l’inizio di un Sogno Europeo parallelo al Sogno Americano che aveva attirato oltreoceano tanti nostri bisnonni un secolo fa.

Nelle simulazioni d’esame avevo sempre preso il massimo. Fu così anche questa volta? No.

Motivazione addottami: “Ehm… beh… ehm…manca la conclusione!”. Dimenticato di voltare pagina, Prof?